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La nuova sede di Finarte a Milano debutta con un’asta di borse di Hermès

Chi pensa che l’unica cosa che il denaro non possa comprare sia il tempo, nel caso delle borse Kelly in parte deve ricredersi. Il modello forse più famoso delle borse di Hermès viene prodotto in quantità limitate, che non dipendono dalla domanda ma dalle decisioni della maison. A maggior ragione se si tratta di modelli speciali, con pellami o mix di materiali inediti. Può capitare quindi che l’uomo più ricco del pianeta Jeff Bezos o l’ex moglie, che dopo il recente divorzio diventerà, appunto, la ex moglie più ricca del pianeta, entrino in una boutique Hermès disposti a pagare qualunque cifra per la Kelly che hanno visto su internet o al braccio di qualcuno, e venga loro risposto che la borsa non c’è e che non è questione di prezzo (nella foto in alto, Grace Kelly, alla quale si deve il nome della borsa e che sarà sempre ricordata come una delle donne più belle ed eleganti del secolo scorso). Si capisce quindi come sia nato un mercato di collezionismo e, come sempre accade in caso di beni rari e ambiti e magari fuori produzione, vengano organizzate aste di Kelly e altre borse e accessori Hermès in giro per il mondo.

Iniziare bene la primavera
La prossima sarà a Milano il 21 marzo, nella nuova sede di Finarte, una delle case d’asta italiane più importanti. All’incanto andrà una prestigiosa collezione di borse Hermès, 80 lotti tra cui spiccano gli iconici modelli Birkin e Kelly, oggetti di grande pregio e interesse per tutti i collezionisti e amanti del marchio francese. Unico il proprietario, che ha concepito la “collezione” con passione, raccogliendo negli anni questi esempi di stile e alto artigianato e pensando alla loro valorizzazione. La singolarità della vendita è che le borse sono in eccellente stato di conservazione perché mai indossate e ancora dotate delle rispettive dustbag (i sacchetti per riporle e salvarle dalla polvere, dust) e scatole originali, nonché delle pellicole di protezione sulle parti metalliche. Ci sono modelli Birkin e Kelly, Evelyne e Constance, nonché le meno impegnative e sportive Garden Party, declinate in diversi colori, misure e pellami. Non mancano alcuni modelli in esotiche pelli di coccodrillo, tra le più raffinate e ricercate per resistenza e piacevolezza al tatto. Ma che saranno sempre più rare. La sessione d'asta propone anche una collezione di accessori vintage composta da carré, l’iconico foulard quadrato in seta. Unico invece il bauletto da viaggio con portagioie, risalente agli anni 60.

La nuova sede milanese
La nuova sede di Milano di Finarte si trova in via Paolo Sarpi 8, in quello che era il cinema teatro Aurora, una sala da 1.050 posti, rimasta in attività fino al 2003, diventata in seguito uno spazio polifunzionale per ospitare spettacoli ed eventi.
Il progetto dell’architetto Anna Maria Voiello si sviluppa su una superficie di quasi 1.000 metri quadrati, 300 metri lineari di pareti allestite con binari per esporre opere d'arte, e oltre 150 punti luce, per un valore complessivo intorno ai quattro milioni di euro. La ristrutturazione degli spazi, iniziata il 25 maggio 2018 e terminata nel gennaio scorso, ha visto una prima fase di bonifica dell'immobile, con importanti lavori di consolidamento della struttura e il completo rifacimento dell'impiantistica.

Il ruolo della tecnologia
La sede di via Paolo Sarpi è realizzata con l'utilizzo di moderne tecnologie e materiali, e permette a Finarte di riunire in un unico luogo spazi espositivi, uffici, sala d'asta e caveau migliorando così i servizi alla clientela. Finarte, che nel 2017 ha acquisito Minerva Auctions, con il trasferimento nella nuova sede in una zona residenziale e pedonale e allo stesso tempo luogo dove design, arte e tecnologia si fondono con il cuore della città, vuole aprirsi alla città di Milano e alle istituzioni per immaginare nuove forme di collaborazione. Tra le ipotesi, eventi di formazione aziendale e attività di laboratori educativi per i bambini.

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