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innovazione

Vitale Barberis Canonico investe in sostenibilità con energia «green» e tessuti più durevoli

Dalle montagne dell’Alto Adige a quelle del Piemonte: c’è un filo verde che lega l’antico lanificio Vitale Barberis Canonico di Pratrivero, nel Biellese, e Alperia, produttore di energia rinnovabile di Bolzano. La manifattura, infatti, ha deciso di elevare ulteriormente il suo impegno per la sostenibilità ambientale scegliendo di approvvigionarsi con l’energia prodotta dalla rete di 33 centrali idroelettriche altoatesine. Vitale Barberis Canonico abbatterà così le proprie emissioni di CO2 per 13mila tonnellate e mezzo, pari a quello che consumerebbe un’automobile facendo 1625 volte il giro del mondo.

Si tratta appunto di un’implementazione dei già elevati standard di rispetto delle risorse naturali: sempre sul tema dell’acqua, per esempio, la manifattura di Vitale Barberis Canonico reinmette nell’ambiente parte dell’acqua depurata, mentre un’altra parte viene convogliata in un laghetto artificiale dove vivono carpe koi e pesci rossi.

Sostenibilità, però, significa anche investire sulla durevolezza, sulla qualità, termini che un’azienda con oltre 350 anni di storia conosce bene: per questo, anche per la nuova collezione primavera-estate 2020, presentata all’ultima edizione di MilanoUnica, la tessitura ha ribadito la centralità delle sue lane 21 micron, caratterizzate da elevata resistenza ma anche molto versatili, estendendola, per esempio, nell’abito Tropical in lana, seta e lino, dove il lino e la seta, rispetto alle precedenti collezioni sono qui presenti in minore percentuale, permettendo al tessuto di mantenere le irregolarità e la lucentezza estive di seta e lino, con le performance della lana.

Linea Classica PE 2020

Nel 2018 Vitale Barberis Canonico ha prodotto 10 milioni di metri di tessuti e ha visto il suo fatturato crescere a 174 milioni di euro rispetto ai 163 milioni del 2017, realizzato per l’85% all’estero. (Ch.B.)

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