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Plastiche bio, materie prime certificate, erngia rinnovabili: a Cosmoprof la parola d’ordine è «sostenibilità»

Si parla di sostenibilità tra gli stand di Cosmoprof Worldwide Bologna, la manifestazione in corso nel quartiere fieristico di Bologna fino a lunedì. «La manifestazione – ha affermato Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere durante la cerimonia di inaugurazione dell'evento – è in continua crescita con 3.033 espositori da oltre 70 Paesi, un incremento complessivo dell'8,2%, e più di 265mila operatori professionali da 152 Paesi attesi a Bologna».

Protagonisti tecnologie produttive all'avanguardia, soluzioni sostenibili per l'ambiente, macchinari, ingredienti, prodotti e servizi frutto della ricerca e dell'innovazione per un settore, quello cosmetico, che ha chiuso il 2018 con un fatturato superiore agli 11,2 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2017) trainato dalle esportazioni salite del 3,6% a 4,8 miliardi che hanno portato la bilancia commerciale alla quota record di 2,8 miliardi.

Il focus in fiera è sull'attenzione all'ambiente. «L'anno scorso – racconta Davide Bollati, presidente del gruppo Davines - abbiamo raggiunto un ambizioso traguardo: il 100% del fatturato, cresciuto del 15% rispetto ai 127 milioni registrati nel 2017, è stato infatti generato da prodotti con packaging a CO2 compensata». All'interno dello stabilimento del gruppo (Davines e Comfort Zone i marchi) – che ottiene il 75% dei ricavi dall'estero con Nord America e Francia in aumento del 15% e Regno Unito di oltre il 30% - i prodotti vengono realizzati unicamente mediante energia da fonti rinnovabili. Inoltre per compensare le emissioni di anidride generate dalla produzione dei packaging da parte di fornitori esterni, fin dal 2006 Davines ha adottato una politica a Impatto Zero (anidride carbonica-neutrale). Quest'ultima si è tradotta nel corso degli anni in interventi di creazione e tutela di foreste in Italia, Costa Rica e Madagascar.

Ancora, dopo aver conseguito la certificazione B Corp nel 2016, l'anno scorso il gruppo – che sempre l'anno scorso ha inaugurato il Davines Village, la nuova sede tutta studiata per avere il minimo impatto ambientale - ha ricevuto il riconoscimento “Best for Environment” da B Lab, l'ente no profit responsabile del “B Impact Assessment”. «Tra le varie iniziative sostenibili relative al packaging – aggiunge Bollati - stiamo progressivamente adottando plastica riciclata o plastica bio-based da fonti rinnovabili come la canna da zucchero».

La sostenibilità è importantissima per Bioline Jatò, «perché la natura è da sempre una nostra fonte di ispirazione – spiega il suo direttore generale Tommaso Corradini -. Ce ne prendiamo cura partecipando a una serie di iniziative di respiro internazionale, come il progetto Impatto Zero di Lifegate e preferendo l'uso di carta certificata Fsc, che attesta l'utilizzo di legnami provenienti da foreste gestite responsabilmente, per tutti gli astucci dei nostri prodotti, i materiali istituzionali e le shopper. Inoltre, da dieci anni la nostra sede è interamente alimentata da fonti di energia rinnovabili. Queste sono le attività attualmente in essere e ci stiamo attivando anche per altri progetti che hanno a cuore la natura e la sostenibilità».

L'azienda, che nel 2019 compie 40 anni ed è presente in più di 40 Paesi con l'obiettivo di rafforzare la posizione negli Usa, ha scelto la vetrina di Cosmoprof per comunicare l'evoluzione della propria immagine; «Una nuova identità che conferma i punti di forza del brand – aggiunge Corradini -: la proprietà familiare, l'internazionalità, l'instancabile ricerca e la riconosciuta qualità dei prodotti e trattamenti».

Quest'anno Tek, marchio di spazzole e pettini artigianali in legno naturale, presenta il nuovo packaging «in linea con il nostro costante impegno nel rispetto dell'ambiente – dice il coo Gian Marco Banfi -. Abbiamo infatti deciso di eliminare completamente la plastica dalle nostre scatole, lasciando spazio alle nuove in cartone naturale riciclato e certificato Fsc. È un altro passo molto importante nel nostro percorso per la riduzione dell'impatto ambientale. Da 40 anni infatti Tek sceglie materiali naturali per i suoi prodotti tanto che siamo entrati a far parte delle B Corp e abbiamo aggiunto alle nostre certificazioni VeganOK, che attesta la totale assenza di componenti di origine animale nelle nostre linee consumer. Quest'anno continueremo la ricerca per adottare materiali sempre più ecologici che possano mantenere le alte performance attuali, riducendo ulteriormente il nostro impatto sull'ambiente».

Da diversi anni la digitalizzazione e lo sviluppo dell'e-commerce sono uno dei principali focus dell'azienda che ha una quota export del 75% con Usa in costante trend positivo e Asia tra i mercati principali con l'avvio della distribuzione diretta in Cina, in buona parte sui canali online: «Con un progetto iniziato lo scorso anno negli Stati Uniti, abbiamo introdotto il canale B2B nel nostro e-commerce – aggiunge Banfi - per offrire a rivenditori e distributori uno strumento di acquisto facile, rapido e in grado di tenerli aggiornati puntualmente su novità e prodotti del momento. L'obiettivo del 2019 è estendere il servizio ai nostri clienti in Europa, nello specifico prevediamo di portare a termine il progetto entro giugno».

L'apertura verso i mercati internazionali rappresenta un punto cruciale del business di Elgon: l'86,7% del fatturato dell'azienda, infatti, è generato all'estero. «Tra i nostri mercati di riferimento – afferma Serena Caimano, direttore generale di Pidielle, azienda proprietaria del marchio Elgon - da sempre spicca il Sud America. Quest'anno posso però sottolineare che è in atto un trend positivo anche in America e in Asia». E aggiunge: «La sostenibilità sta diventando sempre più parte integrante della nostra strategia aziendale. Nel 2017 abbiamo iniziato a utilizzare plastica rinnovabile per alcuni dei nostri pack e spesso scegliamo materie prime da commercio sostenibile o con filiera controllata. Alcuni dei nostri materiali, inoltre, vengono stampati su carta con filiera certificata. Abbiamo anche partecipato ad un progetto per calcolare l'impronta ambientale di uno dei nostri prodotti e stiamo aspettando i risultati. Dal punto di vista sociale invece collaboriamo dal 2010 con Coopi, una ong milanese, per dare un futuro migliore alle donne della Sierra Leone».

Il nuovo asciugacapelli 3200 Plus di Parlux è stato realizzato secondo la filosofia eco-friendly adottata dall'azienda ormai da molti anni: «Uno dei nostri punti di forza è il rispetto per l'ambiente – racconta Paolo Parodi, amministratore Unico Parlux -. Dal 2010 produciamo asciugacapelli professionali utilizzando materie prime e imballi riciclabili, con un basso inquinamento acustico e nessuna emissione nociva, inoltre lavoriamo per garantire asciugature veloci per un maggior risparmio energetico. Il mercato estero per Parlux è sempre molto importante, esportiamo in oltre 60 Paesi in tutto il mondo, rappresenta il 70% del nostro fatturato. Siamo fortemente presente in tutta Europa, in America, in Oceania e in Medio Oriente. Stiamo puntando ad essere presenti e crescere anche in altri mercati, come per esempio India, Giappone e Corea».

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