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A Londra una mostra dedicata alle Air Max, che sarà inaugurata il 26 marzo, celebrato nel mondo come «Air Max Day»

Alla diffusione nel mondo della moda e del lusso delle sneaker si accompagna il fenomeno del collezionismo e del re-selling dei modelli più ambiti e famosi, spesso protagonisti di limited edition. Una volta prodotte solo da aziende specializzate in articoli e calzature sportive, le sneaker si sono poi diffuse tra i brand del casualwear e ora sono una parte importante del fatturato di ogni marchio di lifestyle e di alta gamma.

Ma i produttori storici, come Nike, hanno saputo mantenere la leadership, sia per la parte tecnica, le scarpe usate sui campi di gioco, sia per quella dedicata a chi le usa nella vita di tutti i giorni. Un pubblico ancora in prevalenza giovane, ma che sta diventando cross generazionale (si veda Moda24 del 16 febbraio e l’articolo dell’11 marzo sui negozi che le “rimettono a nuovo”).

Il ruolo di Nike è confermato dalla mostra che sta per aprirsi a Londra il 26 marzo, che da anni il brand americano ha scelto come Air Max Day, per rendere omaggio a uno dei modelli più longevi e famosi, le Air Max, appunto, nate nel 1987 grazie a Tinker Hatfield, entrato in Nike come architetto specializzato nel design dei negozi e poi “convertitosi” a designer di sneaker (fu lui a disegnare anche le Air Jordan, dedicate a Michael Jordan, il cui soprannome era Air, per la sua capacità di “volare” verso il canestro. Hatfield le presentò proprio il 26 marzo di 32 anni fa.

La mostra londinese
L’evento di Londra è un’idea di StockX, la piattaforma di re-selling in cui vendere e acquistare sneaker e capi di streetwear in generale. Nata per celebrare i pezzi cult della linea, la mostra è realizzata in collaborazione con The Drop Date e Sneaker Freaker, i due principali siti, a livello globale, per le notizie sul mondo delle sneaker. Interattiva per definizione, la mostra ripercorrerà la storia delle Air Max con alcuni dei modelli più rari e ambiti dai collezionisti di tutto il mondo. I modelli in mostra saranno 20, tutti appartenenti al periodo 2002-2010, riconosciuto come la “golden age” delle Air Max, durante il quale Nike ha collaborato con moltissimi artisti, designer e musicisti di fama mondiale per la produzione di modelli a tiratura limitata ancora oggi difficilissimi da trovare.

Chi vuole, potrà comprare
Ogni articolo in esposizione sarà accompagnato da un breve testo che descrive l’unicità del modello. I fan potranno inoltre immergersi nella storia del brand attraverso un’esposizione dedicata all’evoluzione grafica della scatola di scarpe di ogni modello di Air Max, dal 1987 a oggi. Infine, gli “sneakerhead” (nome dato a chi ha, letteralmente, “solo sneaker in testa”, è fissato, in altre parole) più accaniti avranno l’occasione di acquistare alcuni dei modelli esposti attraverso la piattaforma StockX. La mostra aprirà le porte al pubblico mercoledì 27 marzo e sarà aperta fino a domenica 31 marzo, nel quartiere Soho di Londra al 15 di Bateman Street.

Breve storia
La Nike Air Max 1 fu la prima “scarpa da ginnastica”, come si diceva una volta, a presentare una camera d'aria visibile nella suola, rivoluzionando da quel momento in poi il concetto di “Air” e inserendosi prepotentemente anche nella cultura popolare americana e non solo. Le numerose collaborazioni e gli svariati design colorati hanno elevato la linea a un livello superiore rispetto alle altre sneaker, al punto che nel 2014 il brand americano ha deciso di introdurre un giorno dedicato esclusivamente a loro. Tra i modelli in esposizione spicca l’iconica nonché rarissima Air Max 1 Parra Patta “Cherrywood” (nella foto in alto), il cui prezzo di rivendita si aggira attorno ai 4mila euro. Rivestita in pelle scamosciata bordeaux con swoosh (il famoso “baffo” della Nike) laterali in ciniglia, rispettivamente in colore bordeaux e blu, la Parra x Patta AM1 è diventata rapidamente una delle Air Max più ambite di sempre, considerata ancora oggi la più bella AM1 di sempre. Si tratta di un modello tutto made in Holland, creato in collaborazione con lo store di Amsterdam Patta, punto di riferimento per gli amanti dello streetstyle, e Piet Parra, famoso writer e designer olandese noto per l’uso di colori molto accesi e per gli accostamenti azzardati. Ne furono prodotte solo 258 paia, tutte destinata ad Amsterdam e a un numero selezionatissimo di rivenditori Nike Sportswear.

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