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Il distretto di Carpi riparte dai buyer esteri: scommessa vinta per il micro-salone Moda Makers

CARPI (Modena) - Tre anni fa, quando nacque dall'iniziativa di 23 aziende, fu praticamente una scommessa. Oggi richiama distributori e grossisti da 30 Paesi del mondo. I buyer arrivano dall’Europa, ma non solo. Anche da Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud e Cina. Moda Makers, micro salone nel cuore del distretto della moda di Carpi, in provincia di Modena, adesso è un piccolo caso di successo.

Voleva essere un trampolino di lancio verso l’internazionalizzazione per le piccole imprese del cluster, i risultati in poco tempo hanno superato le aspettative. È riuscito a farsi largo all’estero, anche in Asia, fino a diventare un appuntamento fisso per i buyer stranieri che cercano prodotti private label posizionati su una fascia di mercato medio alta. E ha saputo dare slancio alle esportazioni di un distretto che accanto a big come Liu Jo, Twin Set, Blufin (Blumarine) schiera centinaia di piccole imprese, perlopiù artigiane. Ne conta oltre 780, per un totale di più di 5.400 addetti, ossatura di un cluster da 1,4 miliardi di fatturato che cerca di sganciarsi sempre di più dal mercato interno: l’export ora genera il 37% del volume d’affari.

Una percentuale che le piccole imprese del sistema moda di Carpi vogliono aumentare, ampliando la platea dei visitatori stranieri: l’anno scorso furono più di un migliaio. Obiettivo da raggiungere con la settima edizione della manifestazione che si svolgerà dal 14 al 16 maggio - in un capannone industriale di 2.700 metri quadrati messo a disposizione dal Comune - con numeri in crescita. Gli espositori previsti sono 64, tra quali molti provenienti da fuori regione. «Tutto è nato dall’esigenza di un gruppo di piccole e medie aziende che volevano darsi un profilo internazionale», dice Roberto Bonosi, presidente del Consorzio Expo Modena, che organizza la manifestazione nell’ambito del progetto Carpi Fashion System, promosso dalle associazioni di categoria e dal Comune, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.

Il distretto emiliano – oltre Carpi ci sono Cavezzo, Concordi, Novi e San Possidonio – si sta lasciando alle spalle una lunga fase di contrazione che tra il 2013 e il 2017 ha portato alla chiusura del 14,8% delle imprese, in prevalenza quelle della subfornitura. Con il calo delle vendite sul mercato interno (-9,4% nello stesso periodo) le esportazioni – che sono in aumento, anche se ancora al di sotto della media dell’industria della moda nazionale – sono diventate strategiche. I principali sbocchi commerciali all’estero del cluster sono tuttora rappresentati soprattutto dai Paesi dell’area Ue.

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