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Non solo bicchieri: Baccarat a Milano firma anche l’aperitivo

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Non solo bicchieri: Baccarat a Milano firma anche l’aperitivo

La Design Week porta sempre novità a Milano, capitale del lifestyle. Tra le vernici del Fuori Salone, una delle più eleganti è stata l’apertura di Baccarat, che debutta in Italia con un nuovo concept nel cortile di via Montenapoleone 23. Lo spazio è diviso in tre parti collegate - boutique, bar e lounge insieme – con un allestimento che sfata la leggenda degli elefanti nel negozio di cristalli. Al contrario, è raccomandato muoversi, girare per guardare e sfiorare i preziosi oggetti esposti: il carrello di calici colorati, la tavola apparecchiata con piatti, ciotole e bicchieri, e scaffali che ne percorrono la storia fino alle ultime collezioni.

Anche la maison, fondata nel 1764 in Francia, supera l’idea del servizio d’una volta tutto uguale con pezzi diversi che compongono set da vino, da Champagne o da caffè. Per la prima volta Baccarat presenta anche una collezione di bijoux con cristalli colorati incastonati, il profumo (per ambiente) Rouge 540 e oggetti dal prezzo “democratico” come le farfalle porta fortuna.

È solo una piccola selezione dell’ampia produzione della maison fondata nell’omonima cittadina francese della Lorena, che aveva un’intera fornace solo per soddisfare la fornitura dell’Impero russo. Si narra che partissero grandi carichi, prima su carri poi su slitte, diretti al Cremlino, e che si persero le tracce dell’ultimo convoglio del 1917, a Rivoluzione bolscevica iniziata, a parte il famoso lampadario magicamente ricomparso all’hotel Negresco di Nizza.

Nella boutique sono esposti la coppa blu da cui poteva bene solo lo zar, e le collezioni Narcisse e Harcourt, un bicchiere che si fa da 180 anni, con pezzi presenti anche all’Eliseo e in Vaticano, le abat-jour disegnate da Philippe Starck. Nel Bbar di via Montenapoleone servono il cocktail dedicato a Milano, uno spritz al bergamotto che è la firma del barista sudamericano, ciuffo lungo, tatuaggio e carré annodato al collo. L’obiettivo di Baccarat è proprio “sdrammatizzare” il suo stile con il bar e una nuova lounge, aperta dalla prima colazione all’aperitivo.

Club Sandwich, insalate e piatti detox costano dai 15 ai 22 €, e lo stesso vale per i drink con i nomi dei bicchieri in cui sono serviti (ma nulla di vincolante, è lecito cambiare il contenitore con un altro che si preferisce). I prezzi aumentano quando si passa alla piccola carta del caviale e Champagne, d’obbligo per non smentire le origini francesi, e salgono ancora in corrispondenza dell’insolito menu delle collezioni Boite Rouge ed Everyday: dalle due tazzine per il caffè con vassoietto Rouge à l’Or, 295 €, al set da sei bicchieri Wine Therapy, 850 €.

Si pranza al piano o sopra, in salette accoglienti con chandelier Zenith, qui in versione colorata, e il famoso Tuile de Cristal di Arik Levy in mattonelle montate a cascata, tra poltrone colorate e tavolini ottagonali ispirati a uno dei tagli classici di cristallo, ripresi dall’artista Alexandre Benjamin Navet su volte e stipiti. Qualche tavolino è sistemato anche all’aperto, sotto il portico del cortile. Con la dovuta delicatezza, è tutto a portata di mano.

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