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novità in costiera

Bufala al lampone e scampi al finocchio: il Santa Caterina si regala un nuovo gusto per i 115 anni

Lei era in una suite in fondo alla limonaia. Lui invece in tutt’altra ala del giardino a terrazze dell’hotel Santa Caterina, a picco sul mare di Amalfi. Fu qui che nacque la storia di Elizabeth Taylor e Richard Burton durante le riprese del colossal “Cleopatra”. Avrà contribuito la cornice romantica dello storico hotel sul Golfo? Possibile. Sotto i pergolati di glicine e gli agrumeti diventa più complicato resistere all'attrazione fatale. Anche Angelina Jolie e Brad Pitt hanno ufficializzato qui la loro relazione clandestina di cui molto si mormorava, dando il via a una famiglia numerosa, modello, e molto chiacchierata. Niente happy end nemmeno per Mr & Mrs Smith. Ma tant'è, nella miglior tradizione hollywoodiana.

In Costiera a colpire c’è un cupido malizioso che, più che scoccare frecce, accerchia i sensi con profumi, sapori, panorami, silenzi e oggetti pregiati di un albergo centenario, fondato nel 1904 con sei camere e pian piano ampliato alle dimensioni di un resort sul mare, in stile amalfitano. Il posto ideale per le conquiste.

Quest’anno il cinque stelle lusso, con 66 camere e suite panoramiche distribuite tra la villa Liberty e il parco intorno, proprietà della famiglia Gambardella da quattro generazioni, festeggia 115 anni e inaugura la stagione con la novità di un ristorante gourmet al posto dei tavoli a “mezza pensione” che lo collocavano in un’epoca precisa, di una villeggiatura d’antan. Ritiratosi per anzianità lo chef della casa, è arrivato al suo posto Giuseppe Stanzione, originario di Salerno e con un bel bagaglio di esperienze: prima in California, Australia, Thailandia, poi nei ristoranti stellati di Bruno Barbieri. E dal 2008 in autonomia con Casa del Nonno 13 e Le Trabe di Paestum, entrambi premiati con una stella Michelin.

Al Santa Caterina, Stanzione è executive del Glicine, un ristorante generoso di viste sul mare, ceramiche dipinte a mano, tavole eleganti alla maniera di una volta, con tovaglie lunghe, argenti e porcellane. Uno stile tradizionale ma contemporaneo, come d’altra parte il contesto intorno, che nulla toglie all’attualità della cucina: territoriale, stagionale, leggera come dev’essere oggi. Quindi la pasta è di Gragnano, i pomodorini sono i piennoli gialli del Vesuvio, la bufala vera, i limoni di Amalfi. I menu, anche con opzione vegetariana e per le più svariate intolleranze, sono ben presentati e delicati: pasta “miscata” con cozze e crema di burrata del Vesuvio, scampo appena arrosto con crema di finocchi all’anice stellato; la bufala declinata in consistenze varie a deliziosamente abbinata al lampone. Non ci si alza dalla tavola né appesantiti né a stomaco vuoto. Sazi al punto giusto.

Anche lo storico Santa Caterina ha deciso, dunque, di puntare sull’alta cucina, un trend che sta trasformando alcuni dei più iconici alberghi italiani anche in ristoranti che valgono di per sé il viaggio (o almeno una serata) per la qualità del cibo, il servizio e la posizione. Il concetto di soggiorno si sta sempre più ampliando a un nuovo pubblico che desidera trascorrere qualche ora in un posto di indiscutibile fascino, anche solo per un drink in terrazza, al Beach Club e al ristorante Al Mare, dove si pranza in modo più informale con pizze cotte nel forno a legna, grigliate di pesce fresco e capresi.

Ma con un avvertimento importante: la prenotazione, per chi non soggiorna in albergo, è d’obbligo. Il via libera alla serata dipende infatti da quanti e quali ospiti sono in hotel, perché la loro privacy è «sacra e va rispettata prima di ogni altra cosa»: parola dei Gambardella.

PS - Importante da sapere: la mezza pensione non è andata veramente “in pensione”. Si può chiedere solo per soggiorni superiori a 3 notti nel ristorante sul mare.

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