Arte

Modì. Così primitivo, così sensuale

La mostra all’Albertina di Vienna pone l’accento sulla rivoluzione del primitivismo

di Flavia Foradini

2' di lettura

Sono 130 i dipinti, disegni e sculture da grandi musei e collezioni private che all’Albertina di Vienna raccontano in profondità fino al 9 gennaio non solo la parabola creativa di Amedeo Modigliani dalle prime opere come scultore all’ultima fase produttiva pittorica, ma pure il contesto parigino in cui operò.

Giunto nel 1906 a Parigi col desiderio di dedicarsi alla scultura, Modigliani condivise con Pablo Picasso, Constantin Brancusi e André Derain un’antiaccademica passione per l’arte extraueuropea. Un influsso sull’artista livornese e i suoi coevi, che il curatore Marc Restellini, studioso di Modigliani e autore anche del nuovo catalogo ragionato in uscita nel 2022, mette eloquentemente e fortemente in risalto all’inizio del percorso espositivo ponendo, le une accanto alle altre, cariatidi congolesi e analoghe creazioni di Picasso e Modigliani, ma anche statuette cicladiche e teste Khmer giustapposte ad una folta serie di disegni, dipinti e sculture dell’artista, realizzati soprattutto prima della Grande Guerra.

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Primitivismo

L’intento è di affermare «l’apporto, l’impronta e l’approccio estetico del primitivismo» sotteso alla produzione di Modì, che Restellini evidenzia anche nel titolo della mostra: “Modigliani. La rivoluzione del primitivismo”. Una radicale riduzione formale all’essenzialità, che il talentuoso italiano («uno dei più grandi genii del modernismo», come l’ha definito il direttore dell’Albertina Klaus Albrecht Schröder) poté osservare al Louvre e al museo etnografico di Parigi e a cui rimase fedele fino alla precoce morte a 35 anni, dopo una vita segnata dalla tubercolosi, dal consumo di alcol e droghe e da una drammatica penuria di mezzi.

La scultura

Nel 1914 le precarie condizioni di salute lo obbligarono ad abbandonare la scultura. Si volgerà quindi esclusivamente alla pittura e nasceranno fra l’altro i nudi femminili che oggi hanno contribuito a renderlo uno dei più quotati artisti del Novecento. Allora però, quando nella pur sfrenata e licenziosa Belle Epoque parigina li espose per la prima volta alla galleria Berthe Weill alla fine del 1917, la mostra diventò uno scandalo per via di quelle nudità così sensuali e oltraggiosamente ombreggiate da peli pubici. Da allora ritrasse fra l’altro anche l’amata compagna del suo ultimo scorcio di vita, Jeanne Hébuterne, che poco dopo la sua morte per meningite tubercolare si suicidò. Una musa e modella di cui sono presenti in mostra diversi ritratti, frammisti a dipinti di sconosciute modelle e a volti maschili, fra cui quelli degli amici artisti Diego Rivera, Pablo Picasso, Max Jacob, Chaim Soutine.

Modigliani.La rivoluzione del primitivismo, Albertina, Vienna, fino al 9 gennaio

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