i casi trattati

Gli enti chiedono aiuto «pro bono» per adeguarsi alle riforme

Tra le richieste di assistenza legale arrivate all’associazione Pro Bono Italia ci sono domande sugli adempimenti che gli enti devono fare per adeguarsi alla riforma del Terzo settore e al nuovo regolamento Ue sul trattamento dei dati (Gdpr)

di Valentina Maglione


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1' di lettura

Ci sono domande sugli adempimenti che gli enti devono fare per adeguarsi alla riforma del Terzo settore tra le richieste di assistenza legale pro bono smistate dalla clearing house di Csvnet e soddisfatte dalla rete degli studi legali dell’associazione Pro bono Italia. E anche richieste di consulenze sull’applicazione del regolamento Ue sul trattamento dei dati (Gdpr, 2016/679).

In particolare, molte domande hanno riguardato le modifiche statutarie che le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le Onlus dovevano adottare entro il 3 agosto scorso per adeguarsi alla riforma del Terzo settore (il termine è stato poi rinviato al 2020). E, per quel che riguarda la privacy, una richiesta ha per esempio riguardato la verifica della conformità al regolamento Ue di una piattaforma per la formazione a distanza.

Tra le domande “smistate” dalla clearing house Cild, invece, c’è stata quella di un sito internet che cercava un parere legale sulla richiesta di cancellazione di dati personali presentata da una persona intervistata per un articolo pubblicato sul sito, benché avesse dato il suo consenso a parlare.

Un’altra associazione ha invece chiesto una consulenza sulla valutazione dei rischi associati a una campagna contro la diffusione d’odio a mezzo stampa e sulle strategie per contenerli. Con il coinvolgimento dello studio legale che ha prestato la sua attività pro bono la campagna è stata ridisegnata per evitare all’associazione querele.

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