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Moka e capsule, la crescita delle vendite di caffè non si ferma dopo il lockdown

Secondo Iri ad aprile venduto il 11,7% in più di caffè (+13,8% in valore, per una spesa superiore a 223 milioni di euro)

di Manuela Soressi

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(Aleksandr Ugorenkov - stock.adobe.com)

Secondo Iri ad aprile venduto il 11,7% in più di caffè (+13,8% in valore, per una spesa superiore a 223 milioni di euro)


3' di lettura

L’emergenza Covid 19 ha creato un nuovo scenario di mercato per il caffè italiano. Se durante i mesi di reclusione domestica l’aumento della spesa per l’acquisto di caffè tostato era prevedibile (+10,7% a valore nel primo trimestre) ed è riuscito a ridare slancio a un mercato sostanzialmente piatto (meno dell’1% di crescita nel 2019), ora che il lockdown è finito gli italiani paiono essersi affezionati alle nuove abitudini. E così il trend delle vendite di caffè continua a migliorare.

«In aprile il mercato a totale Italia (discount compreso) è cresciuto su base annua del 13,8% a valore e dell’11,7% a volume – spiega Daniela Tazzer, client service senior manager di Iri –. E a maggio è andato ancora meglio registrando un +17,3% nel giro d'affari e un +12,3% nelle unità vendute».

Nel solo bimestre aprile-maggio nei punti vendita della distribuzione moderna sono stati acquistati oltre 61 milioni di confezioni di caffè per una spesa superiore a 223 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2019, si viaggia sul 12% in più nei volumi e sul 15,5% in più a valore.
Ma non è solo l’andamento delle vendite ad aver mutato direzione, anche la lista della spesa si è modificata. E molto si deve all’effetto Covid-19, che ha rivitalizzato anche i segmenti del mercato del caffè tostato che erano in forte crisi.

I primi cambiamenti si sono avvertiti in marzo, ossia in concomitanza con l’inizio del lockdown. La permanenza domestica forzata e la chiusura dei locali pubblici hanno determinato una vampata di interesse per i prodotti che consentono di prepararsi anche in casa un espresso degno del bar. Un contesto che ha dato un’ulteriore spinta a capsule e cialde, i due segmenti più dinamici e rivoluzionari degli ultimi anni.

La performance migliore è stata quella delle capsule, che in pochi anni si sono prese il 28,4% del caffè venduto in Gdo e il 31% del valore del mercato superando i 376 milioni di euro di giro d'affari. Dopo un brillante 2019 (+14,9% a volume e +11,2% a valore) nel progressivo a marzo le capsule hanno fatto un ulteriore balzo in avanti, raddoppiando il trend (+24% sia a valore che a volume) e nel bimestre aprile/maggio sono arrivate addirittura a superare il 30% di crescita, con punte del+38,6% a valore.

Vento in poppa anche per le cialde che, con i loro 58 milioni di euro, rappresentano il 5% circa del mercato totale del caffè. Nel 2020 hanno quasi decuplicato il trend positivo, arrivando a sfiorare il 20% di crescita a maggio contro il +2,8% con cui avevano chiuso il 2019.

Ma la vera sorpresa degli ultimi mesi è stata la rivincita delle miscele per la moka, che, seppur in calo da tempo (-4,4% in quantità e -5,1% in valore nel 2019), continuano comunque a generare la metà del giro d’affari totale del caffè in Gdo (oltre 644 milioni di euro) e il 55% dei volumi venduti. Con il Covid 19 per questi storici prodotti è tornato il sereno. Nel primo trimestre 2020 il saldo è tornato positivo (+2,0% in quantità +3,4% in valore), ed è migliorato nel bimestre aprile/maggio quando gli italiani hanno aumentato gli acquisti di miscele per moka del 4,3% spendendo il 5,0% in più rispetto a 12 mesi prima.

Con il lockdown sono tornate a crescere anche gli acquisti domestici di miscele per espresso, che rappresentano il 7% del mercato a valore e l'8% in volume. Anche in questo caso è stata l’emergenza sanitaria a invertire il trend delle vendite, che dal saldo negativo con cui avevano chiuso il 2019 (-5% circa sia a volume che a valore) sono passate al +3,5% nelle quantità e al +11,1% a valore del bimestre aprile/maggio 2020.

A migliore sono state soprattutto le vendite online di caffè tostato. Un canale che cresce in modo sostenuto da anni (+50% a valore solo nel 2019) e che è arrivato l'anno scorso a 29,3 milioni di euro di giro d’affari. Nel 2020 tutti gli indicatori sono ancora più positivi: tra gennaio e aprile le vendite di caffè tramite il web sono già arrivate a 11,4 milioni di euro, ossia l'84% in più rispetto al primo trimestre dello scorso anno.

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