progetto Horizon 2020

Molecular farming, nella lotta contro il Covid-19 c’è anche uno studio Enea sul tabacco selvatico

Il progetto a cui lavorano 17 partner ruota intorno alla Nicotiana benthamiana, pianta originaria dell’Australia utilizzata nella produzione di farmaci contro l’Ebola

di Silvia Marzialetti

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(Ariane Citron - stock.adobe.com)

Il progetto a cui lavorano 17 partner ruota intorno alla Nicotiana benthamiana, pianta originaria dell’Australia utilizzata nella produzione di farmaci contro l’Ebola


2' di lettura

Vaccini e biofarmaci anti-Covid 19 realizzati attraverso il sequenziamento del Dna del tabacco selvatico. È l’obiettivo di un progetto di molecular farming finanziato nell'ambito del progetto Horizon 2020, con oltre 7 milioni di euro e a cui lavorano 17 partner, tra cui Enea .

Il progetto ruota intorno alla Nicotiana benthamiana, pianta originaria dell’Australia ampiamente utilizzata nella produzione di biofarmaci contro l'Ebola. Un consorzio internazionale australiano coordinato dalla Queensland University of Technology di Brisbane e composto da quattro centri di ricerca - tra cui Enea - ne ha messo a disposizione il genoma decodificato.

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«Stiamo rilasciando la sequenza del genoma su richiesta a tutti i team che usano il molecular farming per combattere la pandemia di Covid-19, nella speranza che ciò acceleri la scoperta di nuovi biofarmaci e la lotta contro il virus», racconta il coordinatore della ricerca Peter Waterhouse della Queensland University of Technology. «Come è consuetudine - prosegue - chiediamo di tenerci aggiornati sui loro progressi».

«Attualmente –fanno sapere da Enea – numerosi gruppi di ricerca pubblici e privati sono al lavoro per sviluppare reagenti diagnostici e vaccini contro questa pandemia: ma uno dei maggiori problemi è la produzione in grandi quantità e a costi ridotti. Una possibile risposta a questo problema è quella di utilizzare le piante come vere e proprie biofabbriche».

Quando il progetto è stato avviato due anni fa, il Covid-19 non era all’orizzonte: tuttavia, dall'inizio della pandemia, si lavora alla produzione di biofarmaci utili contro il virus, dai reagenti per preparare test immunologici rapidi, a molecole utilizzabili come adiuvanti in un programma di vaccinazione di massa.

Lo studio apre nuove prospettive anche per comprendere meglio i meccanismi di patogenesi delle piante, responsabili della perdita di oltre il 30% della produzione agricola mondiale. Ne è convinto Giovanni Giuliano, genetista e coordinatore del progetto per Enea. “Abbiamo una lunga tradizione di ricerca in questo campo, ma è la prima volta che sequenziamo una pianta non alimentare: tutti i genomi sequenziati in precedenza dal nostro team appartenevano a piante alimentari”.

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