ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl raduno di Rimini

Molestie all’adunata degli alpini, Guerini: comportamenti gravissimi, non sottovalutare

L’associazione degli alpini: se ci sono denunce circoscritte e circostanziate prenderemo provvedimenti

Aggiornato il 10 maggio alle ore 13,50

(ANSA)

2' di lettura

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini interviene sul caso delle denunce di molestie raccolte da “Non una di meno”, andate in scena nel corso del fine settimana a Rimini, quando c’è stata l’adunata nazionale degli alpini per il loro 93esimo anniversario. «I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi - ha detto il ministro -. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati. Episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all’opposto dei valori degli Alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni».

Le denunce

L’associazione femminista “Non una di meno” ha invitato le persone che hanno subito molestie a raccontare la propria esperienza e in molte, soprattutto giovani donne, tra le quali lavoratrici nel settore del turismo, lo hanno fatto. Le denunce di molestie sono centinaia e continuano ad aumentare. Il 9 maggio c’è stata a Rimini c’è stata un’assemblea, definita dagli organizzatori una “contro adunata”. «Abbiamo iniziato a raccogliere e condividere le loro testimonianze e la risposta é stata altissima - scrive Non una di meno - tanto quanto sconvolgente per il numero e l’intensità delle molestie ricevute. Fischi, cat-calling, minacce e vere e proprie molestie hanno colpito diverse persone colpevoli solo di voler vivere la propria città. Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto».

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L’associazione: nessuna denuncia alle forze dell’ordine

Di fronte alle notizie sulle denunce per molestie durante il raduno di Rimini l’associazione nazionale degli alpini aveva sottolineato che si tratta di segnalazioni sui social e non di denunce formali alle forze dell’ordine. Per di più - avevano precisato fonti deli alpini - chiunque può comperare un cappello alpino su una bancarella, per quanto non originale, e utilizzarlo per sfruttare malamente il clima di festa scambiando l’Adunata per una sorta di Oktoberfest. Dopo l’intervento del ministero della Difesa il presidente dell’associazione Sebastiano Favero ha ribadito: «Prima di ripartire ho parlato con le forze dell’ordine e ho chiesto se ci fossero state denunce. La risposta è stata negativa. È chiaro che se ci sono denunce circoscritte e circostanziate prenderemo provvedimenti, ma al momento non ne risultano».

Schlein: per intervenire non servono le denunce

Ma per lly Schlein, vicepresidente dell’Emilia-Romagna, «le segnalazioni che sono arrivate dall’adunata degli alpini di Rimini devono essere prese sul serio anche quando non prendono la forma di una denuncia alle forze dell’ordine; spesso le donne non denunciano perché temono di non essere credute. Chi ha segnalato ha bisogno del supporto delle istituzioni. Non si tratta di episodi di maleducazione o di ubriachezza: queste sono molestie. E troppo poco si è capito che il problema è molto più profondo, è anche culturale».

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