In corsa 4 candidati

Molise al voto: M5S e Lega alla resa dei conti con un occhio al governo

di A. Gagliardi e A. Marini


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(ANSA)

3' di lettura

Quattro candidati governatori, 16 liste e oltre 300 aspiranti consiglieri regionali. È questa la mappa del voto regionale in Molise di domenica prossima. Un voto destinato ad avere un peso anche sugli assetti politici nazionali, in vista della formazione del futuro governo. Al leader M5s Luigi Di Maio serve un successo per pareggiare il conto con il segretario del Carroccio Matteo Salvini, che sente già la vittoria in tasca in Friuli. Mentre Salvini punta al sorpasso della Lega sull’alleato Forza Italia per imporre la sua linea («no all’ipotesi di governi con il Pd») a livello nazionale.

Il M5S punta a conquistare la sua prima Regione
Grande favorito della vigilia in Molise è il M5s, che il 4 marzo ha ottenuto alle politiche il 44,8% staccando il centrodestra (29,8%) e il centrosinistra (18,1%, mentre Leu si è fermato al 3,7%). Il candidato scelto online con la piattaforma Rousseau è Andrea Greco, 33 anni, laureato in Giurisprudenza. Negli ultimi cinque anni è stato consulente giuridico e uno dei collaboratori del gruppo consiliare in Regione. Tuttavia, la corsa dei 5 stelle non è in discesa: il M5S tende calare nelle elezioni regionali e amministrative.

Tregua nel centrosinistra ricompattato su Veneziale
Dopo il tracollo alle elezioni politiche del 4 marzo, la linea passata nel centrosinistra è stata quella di presentare un candidato unitario, in grado di accontentare sia i renziani che l’ala sinistra (fuori e dentro il Pd). Si tratta di Carlo Veneziale (ex segretario Ds a Isernia e responsabile provinciale dell'organizzazione) assessore uscente allo Sviluppo della Giunta dem guidata dal renziano Paolo Frattura, ma con solide radici a sinistra.

I passi indietro nel Pd
Si è giunti a questo risultato grazie al passo indietro del governatore Frattura e dell’ex senatore Pd Roberto Ruta (vicino a Michele Emiliano), che proprio in opposizione a Frattura aveva dato vita a Ulivo 2.0 (la coalizione nata con l’obiettivo di unire il centrosinistra in discontinuità con le scelte politiche di Frattura, a partire dalla sanità) dichiarando “guerra” al governatore. A sostegno di Veneziale corrono il Pd, Leu e altre tre liste civiche. Tra queste Molise 2.0 (che raccoglie l’eredità politica di Ulivo 2.0) nata «in discontinuità» senza consiglieri uscenti, ma con dentro anche esponenti dem.

Centrodestra con 9 liste a sostegno di Toma
Il centrodestra ha deciso di sostenere compatto Donato Toma, presidente dell’Ordine dei commercialisti della Provincia di Campobasso, considerato vicino a Forza Italia. Per provare a recuperare il gap con i 5 stelle, la scelta è stata quella di mettere in campo ben 9 liste (contro le 5 del 2013), per un totale di 174 aspiranti consiglieri.

Fi-Lega-FdI allargano l’alleanza
Oltre a Fi, Lega, FdI, nella coalizione di centrodestra ci sono i centristi dell’Udc e i Popolari per l’Italia, la formazione di ispirazione democratico-cristiana dell'ex ministro della Difesa del Governo Letta, Mario Mauro, il movimento cattolico-tradizionalista del Popolo della Famiglia, la lista dell’ex governatore di centrodestra Michele Iorio, il Movimento nazionale per la sovranità di Gianni Alemanno e Orgoglio Molise, con capolista Vincenzo Cotugno, eletto nella scorsa consiliatura con Rialzati Molise nella coalizione di centrosinistra.

Casapound e la short list dei candidati
In campo per il movimento di estrema destra CasapoundItalia Agostino Di Giacomo, la cui lista è tra quelle che presenta il minor numero di candidati: solo 15. A Di Giacomo il ruolo dell’outsider con il tentativo di conquistare voti al di fuori dei tre blocchi.

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