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Bonus cultura per i 18enni, la maggioranza frena. Meloni: non l’aboliamo ma vada ai redditi più bassi

La premier: «Va introdotto un limite al reddito di chi accede a questa misura, e vanno meglio definiti i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e credo anche che occorra lavorare sulle truffe»

Articolo aggiornato il 12 dicembre, ore 10:00

Renzi: “Governo cancella 18App, faremo ostruzionismo in Parlamento”

5' di lettura

Un restyling del bonus cultura, che tuttavia continuerebbe a essere previsto per i diciottenni nelle famiglie a basso reddito. Il governo tira il freno a mano sullo stop al sostegno. Dopo le proteste dell’opposizione e delle associazioni di settore ma anche i forti dubbi espressi da parte di Forza Italia la misura sembra destinata quantomeno a essere riformulata, rimanendo nella sostanza.

18app: Meloni, non l’aboliamo ma vada ai redditi più bassi

«Non vogliamo abolire» il bonus ai diciottenni per la cultura». Così la premier Giorgia Meloni, in un video sui social per la sua rubrica “#gliappuntidigiorgia”. La leader di FdI ha spiegato che «non c’è ragione» che lo riceva «il figlio di un milionario, di un parlamentare, o mia figlia. Va introdotto un limite al reddito di chi accede a questa misura, e vanno meglio definiti i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e credo anche che occorra lavorare sulle truffe - aggiunge -.Quindi confermo che intendiamo modificare questa norma, senza però togliere queste risorse alla loro destinazione originale, i giovani e la cultura».

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L’emendamento alla manovra

Nel mirino è finito l’emendamento di maggioranza alla Legge di Bilancio che prevede, tra le altre cose, l’abrogazione della cosiddetta “18 App”, il bonus di 500 euro per i consumi culturali dei giovani che dovrebbe poi essere sostituita da una nuova “Carta Cultura”. Dopo le polemiche delle ultime ore, dalle ultime dichiarazioni di esponenti della maggioranza emerge dunque la volontà di “cambiare rotta”: la linea sarebbe quella di non abolire il bonus, ma modificarlo.

Sangiuliano, App 18 va ridefinita, mostra criticità

Prima che intervenisse la premier, ad aggiustare il tiro dell’intervento era stato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. «L’emendamento è del Parlamento, ma reputo si debba fare una riflessione sulla cosiddetta App18 che così com’è mostra criticità», aveva detto. «È necessario ridefinirla e rinominarla, affinché questo strumento diventi realmente una modalità di consumi culturali per i giovani orientandoli alla lettura di libri, alla visita di mostre, ai corsi di lingua e alla musica». Secondo Sangiuliano «va modificata perchè mostra criticità, ma dire che la cancelliamo è falso. Va introdotta una soglia Isee che escluda persone appartenenti a famiglie con redditi elevati». Contraria a questa soluzione Iv: «18App deve rimanere universale. Introdurre l’Isee significa non riconoscere questo principio».

«Non aboliamo la App 18. È una fake news», aveva a sua volta chiarito il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone (FdI), firmatario dell’emendamento sulla Carta per la cultura destinata ai 18 enni. Ospite di Sabato 24 su Rainews24, aveva spiegato che «verrà fatta una nuova Carta con criteri più trasparenti ed equi, perché c’è anche il tema sociale». La nuova Carta «potrebbe essere legata all’Isee. Poi, oggi ci si comprano i libri di testo e questo non può avvenire perché la carta è erogata dal Ministero della cultura e i libri di testo non sono ammessi. Ma, di fatto, così è diventata un ammortizzatore sociale».

Fi,riformulare emendamento per nuova carta della cultura

Il pressing è anche all’interno della stessa maggioranza. «Forza Italia - hanno sottolineato i capigruppo al Senato e alla Camera, Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo - condivide con la maggioranza le preoccupazioni per le storture e le truffe generate in passato dal bonus cultura per i diciottenni: alcuni fondi sono stati talvolta dirottati verso acquisti che nulla avevano a che vedere con la formazione e l’istruzione, come per esempio cellulari, videogiochi, elettrodomestici. Nessuno, però, mette in dubbio la validità della misura e per questo riteniamo assolutamente necessario che le risorse stanziate per App18 rimangano destinate ai giovani e alla loro crescita culturale».«Apprezziamo, perciò, la proposta del ministro Gennaro Sangiuliano di realizzare una vera carta della cultura che superi ed elimini ogni criticità del passato. I 230 milioni destinati all’App18 dovranno dunque restare indirizzati ad una misura analoga e sostitutiva: Forza Italia - hanno concluso - rimane in attesa della riformulazione dell’emendamento che in questa legge di stabilità fissi le nuove regole, al fine di fugare ogni malevola e arbitraria interpretazione sul tema, e che introduca in questa stessa legge di Bilancio la nascita a gennaio 2023 della nuova “carta della cultura”».

18App, editori chiedono ritiro proposta cancellazione

Tutto il mondo del libro italiano unito - autori, editori, librai, cartolibrai, bibliotecari - ha chiesto al parlamento e al governo di ritirare la proposta di cancellazione della 18App. La richiesta è giunta da tutte le associazioni del settore: AIE - Associazione Italiana Editori, ADEI - Associazione degli Editori indipendenti, ALI - Associazione Librai Italiani, SIL - Sindacato Italiano Librai, Federcartolai Confcommercio, AIB - Associazione Italiana Biblioteche, SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, SLC-Cgil Sezione Nazionale Scrittori.

Pd, maggioranza vuole mettere fine a 18 app

L’opposizione attacca. «Le carte parlano chiaro e il tentativo di negare l’evidenza del ministro Sangiuliano è talmente goffo e maldestro da lasciare increduli - mettono in evidenza i componenti democratici della commissione Cultura della Camera -. L’emendamento firmato da tutti i capigruppo di maggioranza mette nero su bianco la cancellazione della 18 app. Si vuole così mettere fine a uno strumento che negli anni si è dimostrato prezioso per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Una misura che guarda al futuro e non a fare cassa sui più deboli come il governo sta facendo con la legge di bilancio su questo tema come su tanti altri».

«Su 18app il governo prova a mischiare le carte ma la toppa è peggiore del buco: in realtà hanno scaricato i giovani e la cultura», afferma Marco Grimaldi, capogruppo in commissione bilancio di Alleanza Verdi e Sinistra, replicando alle affermazioni del presidente della commissione Cultura. «Vedremo come cercheranno di uscire da questa brutta figura. In Italia i consumi culturali calano in modo preoccupante e aumentano le disuguaglianze proporzionalmente al tasso di abbandono scolastico, problemi troppi gravi per un governo che ritiene la cultura un privilegio», conclude Grimaldi.

Iv, gravi motivazioni per emendamento soppressivo app18

Una frenata arrivata anche a fronte della durissima presa di posizione del Terzo Polo, con Iv che ha lanciato una petizione per raccogliere firme contro la cancellazione della misura. In una nota la deputata di Azione-Italia Viva Elena Bonetti ha messo in evidenza che «le motivazioni con cui il ministro Sangiuliano tenta di giustificare l’emendamento di Fratelli d’Italia che cancella 18app sono gravi e incomprensibili. Lascia attoniti vedere un Ministro della cultura che anziché aggiungere risorse per promuovere la cultura tra le nuove generazioni accetta che venga distrutta una misura che tutta Europa ci copia. L’accesso alla cultura - ha continuato Bonetti - deve rimanere universale. Introdurre l’Isee significa non riconoscere questo principio. 18app è e deve rimanere un grande investimento in cultura per tutti i giovani. Non è una misura di sostegno al reddito delle famiglie per l’educazione dei figli. Per questo ci sono altri strumenti, che il governo e il ministro non hanno finanziato. Il Ministro della cultura si ricordi di qual era ed è il suo compito: difendere e diffondere la cultura, non i voleri di un partito», ha concluso Bonetti.

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