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Molmed, la giapponese Agc supera il 50% in Opa

La società italiana si avvia al delisting da Piazza Affari dopo l’offerta pubblica di acquisto lanciata dal gruppo giapponese per 0,518 euro ad azione.

di Andrea Fontana

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La società italiana si avvia al delisting da Piazza Affari dopo l’offerta pubblica di acquisto lanciata dal gruppo giapponese per 0,518 euro ad azione.


3' di lettura

L'Opa giapponese su Molmed vede il primo traguardo: dopo le adesioni del 21 luglio, l'offerta a 0,518 euro messa sul piatto da Agc ha superato il 50% centrando quindi il primo obiettivo dichiarato dal gruppo asiatico, e mettendo alla portata anche il target del 66,66%. L'opa, che si chiude venerdì 24, punta al delisting, anche attraverso una fusione, che toglierebbe da Piazza Affari la società biotech proprio nell'anno del break-even e della dichiarazione di “strategicità” da parte del Governo. Per i risparmiatori della prima ora, che hanno investito alla quotazione avvenuta nel 2008, non è però andata benissimo: chi ha sottoscritto i titoli nel 2018 a 2,15 euro, valore che rettificato per i quattro aumenti di capitale avvenuti nel frattempo scende a 1,22, porterà a casa la metà di quest'ultima cifra.

Il percorso di Borsa non è stato dei più avvincenti ma numeri e accordi raggiunti negli ultimi mesi sembravano poter essere una premessa anche per una maggiore valorizzazione sul mercato: arrivata sul listino come start up praticamente senza ricavi e con perdite operative per una decina di milioni, Molmed fu accompagnata a Palazzo Mezzanotte da un pool di investitori di primo livello - come Fininvest ed Ennio Doris (ancora presenti), la Delfin di Del Vecchio, Fondazione San Raffaele e Francesco Bongiovanni - e valutata dal mercato 168 milioni di euro. Dodici anni e quattro aumenti di capitale dopo, per totali 118 milioni di euro, la società specializzata nelle terapie geniche è stata valorizzata dall'opa giapponese 240 milioni di euro. Entrata con qualche milione nel 2004, Fininvest, che incasserà 55 milioni di euro dalla vendita del suo 23% circa, ha partecipato alle ricapitalizzazioni per totali 28 milioni e ha in bilancio la quota a 24 milioni circa: la sua plusvalenza si aggira sui 30 milioni.

L'offerta, e il possibile delisting, arrivano proprio in coincidenza con i primi risultati anche economici di rilievo: il 2019 ha visto i ricavi superare i 36 milioni di euro con un ebitda di 3,3 milioni e un risultato operativo praticamente in equilibrio, mentre l'utile del primo trimestre 2020, per 600mila euro, è stato annunciato – dopo che l'opa di Agc era già stata presentata - come “prima volta nella storia” dall'amministratore delegato Riccardo Palmisano che ha sottolineato la netta crescita dei ricavi per attività conto terzi e le sue potenzialità grazie agli accordi nella prima parte del 2020 con l'americana Autholus Therapeutics e GMP. A questi pochi giorni fa si è aggiunto il prolungamento al 2025 della collaborazione con Orchard Therapeutics.

A inizio anno, l'Aifa aveva autorizzato MolMed a incrementare la capacità produttiva nel sito di Bresso. A fine 2019 inoltre Molmed ha ottenuto un finaziamento Bei da 15 milioni a supporto degli investimenti sulle terapie contro il cancro e sulle malattie rare e ha siglato un accordo con Regione Lombardia e ministero dello Sviluppo economico per contributi sulle terapie Car per i pazienti oncologici. Su questo fronte sta proseguendo lo sviluppo dei recettori CAR-T CD44v6, di cui è stata autorizzata la sperimentazione sull'uomo.

Nell'esaminare la proposta messa sul tavolo da AGC, che vuole il delisting per avere una maggiore flessibilità organizzativa e gestionale, il consiglio di amministrazione a fine maggio ha comunque ritenuto congrua una offerta che assegna agli azionisti un premio di oltre il 40% rispetto alla media dei prezzi di Borsa dei sei mesi precedenti basandosi sulla fairness opinion realizzata dall'advisor Centerview.

Dopo aver avuto luce verde dal primo azionista della società e dal consiglio di amministrazione, Agc ha “tremato” solo per qualche giorno davanti alla decisione del Governo italiano di utilizzare i propri poteri speciali per porre delle condizioni all'acquisizione di una società rientrata tra quelle strategiche, cioè da difendere. In quella occasione è parso chiaro che l'Opa in corso rappresentava l'unico fattore capace di tenere le azioni Molmed sopra i 50 centesimi: infatti dopo un crollo immediato, dovuto all'ipotesi che i “paletti” del Governo facessero fare dietrofront al gruppo asiatico, la volontà di quest'ultimo di accettare le condizioni di Palazzo Chigi (R&S in Italia, conferma dell'occupazione delle collaborazioni italiane ed europee, trasparenza sulla proprietà intellettuale) ha riportato le quotazioni agli 0,518 euro dell'offerta. Secondo l'a.d. Palmisano senza Agc a bordo, Molmed non saprebbe tenere il passo degli altri gruppi biotech nel lungo periodo e l'azienda italiana, che invece ha potenzialità per triplicare l'attività, sarà uno dei fattori chiave per lo sviluppo del polo giapponese di Agc Biologics.

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