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Molti brand della moda lasciano spazio al food

Nei primi sei mesi 2020 gli affitti sono scesi del 3,5% nelle vie di passaggio

di Paola Dezza

Nei primi sei mesi 2020 gli affitti sono scesi del 3,5% nelle vie di passaggio


2' di lettura

Gli spazi vuoti nelle vie dello shopping, siano di negozi food o di vetrine non food, affliggono le città italiane, dalle grandi alle piccole. Anche se queste ultime resistono meglio alle pressioni della crisi indotta dalla pandemia. I piccoli centri possono contare sulla clientela locale, che spesso, anche se non sempre, ha potuto arginare la crisi delle mancate vendite ai turisti.

«Nei primi sei mesi del 2020 i canoni di locazione dei locali commerciali sono in diminuzione del 3,5% per le vie di passaggio e del 3,6% per le vie non di passaggio - dice Fabiana Megliola, ufficio studi di Tecnocasa -. I prezzi si sono contratti rispettivamente del 3,3% e del 3,7%. I canoni di locazione hanno avuto una contrazione rispettivamente del 37,7% nelle vie di passaggio e del 39,6% nelle vie non di passaggio. Il settore retail ultimamente ha visto brand importanti del fast fashion chiudere punti vendita anche nelle grandi città che, da sempre, hanno rappresentato una piazza attrattiva Una maggiore sofferenza si è avuta per quelle realtà che non appartengono a brand importanti e solidi e che non sono riuscite ad organizzarsi con vendite online».

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Nelle vie di passaggio si ricorre sempre meno al pagamento della key money e la liberazione di spazi sta portando, quando possibile, a riposizionamenti per quelle realtà del retail che possono permetterselo. A Brescia si registra la chiusura di molte attività, a prescindere dalla location.

Dopo la riapertura c’è stata una voglia di ripartenza e sono state proprio le attività di somministrazione a essere più gettonate. Si cercano tagli da 60 mq e le locazioni possono andare da 80 a 160 euro al mq annuo. La richiesta di tagli ampi, superiori a 1.000 mq, arriva da imprenditori cinesi la cui presenza nel settore della ristorazione è sempre dominante. Le richieste si concentrano sulle vie più importanti del centro storico: piazza Vittoria, piazza Duomo, piazza della Loggia, corso Zanardelli, corso Palestro, corso Magenta, via X Giornate. «Nelle top location si erano insediati importanti marchi quali Zara, Mango, Marella, Fabricatore che hanno chiuso e hanno liberato spazi che si stanno ricollocando con difficoltà a causa dei canoni troppo alti richiesti dalla proprietà» dice Megliola, che sottolinea come a Bergamo fino a poco tempo fa anche le vie adiacenti a via XX Settembre erano richieste e occupate, ultimamente si stanno liberando diversi spazi commerciali. I prezzi per queste zone vanno dai 400 ai fino a punte di 800/900 euro al mq all’anno.

«Per le posizioni particolarmente interessanti, in alcuni casi, si pagano ancora key money, la classica buonuscita, soprattutto nel caso in cui l’immobile sia adatto per il settore food» fanno sapere da Tecnocasa.

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