New York

Ai grandi magazzini dell’arte contemporanea molti record per i giovani artisti

I due cataloghi d'asta proposti da Sotheby's la notte del 18 novembre portano i realizzi della settimana a oltre 1,2 miliardi di dollari. Copione già visto: nomi affermati protetti da garanzie, nuovi contesi oltremisura

di Giovanni Gasparini

L’edizione ufficiale della Costituzione, la prima stampa del testo definitivo della Costituzione (Per gentile concessione di Sotheby’s)

5' di lettura

Due cataloghi d'arte intervallati della vendita della unica copia in mani private della Costituzione Americana hanno realizzato oltre 234 milioni di dollari la sera del 18 novembre da Sotheby's New York, grazie a 191 milioni di opere d'arte a cui si aggiungono 43 milioni per il prezioso manoscritto.
Complessivamente 57 opere d'arte, pari al 96% dei lotti, divisi fra ‘Contemporary', ovvero artisti recenti già affermati, e ‘The Now', un catalogo al debutto focalizzato sui nomi alla moda di giovani artisti anche al debutto in asta.

La Costituzione contesa

Perché vendere un documento storico del 1787 nel corso di un'asta di arte degli ultimi ’60 anni? La risposta sta nel risultato sorprendente di 43 milioni, oltre il doppio delle attese, raggiungibile solo attirando l'attenzione di compratori al di fuori della categoria dei libri e manoscritti come è, infatti, avvenuto. Secondo la ricostruzione della casa d'aste, il compratore, Kenneth Griffin, fondatore e ceo della casa d’investimento Citadel, viene dal mondo della finanza e ha dovuto vincere la resistenza di investitori raggruppati in un fondo di valute virtuali. Per fortuna la copia sarà esposta al pubblico al Crystal Bridges Museum of American Art di Bentonville, in Arkansas, con ingresso gratuito. Ma veniamo alle opere d'arte vere e proprie.

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I nomi noti dell'arte contemporanea

I pochi invenduti non hanno permesso di raggiungere la stima alta di 125 milioni, con un realizzo toltale di 119 milioni di $ con le commissioni per 34 lotti. Un lotto ritirato ma, soprattutto, due invenduti milionari, ‘Cloud City' di Wayne Thiebaud (4-6 milioni) e ‘Made in Japan II' di Basquiat, nonostante la data favorevole del 1982 e la stima di 12-18 milioni di $. Ha guidato i realizzi la Pop Art di Roy Lichtenstein con 31 milioni di realizzi in 4 lavori, fra cui 20,4 milioni per un lavoro del 1983 con un volto femminile «Two Paintings: Craig...», conteso fino a rendere inutile la garanzia da una stima di 12-18 milioni. Tutti e quattro venduti i lavori geometrici di Ellsworth Kelly per un totale di 10,5 milioni di $. La più giovane artista figurativa Cecily Brown porta 13,7 milioni in tre lotti, fra cui ‘Spree' aggiudicato all’art consultant Ruth|Catone a 6,6 milioni da una stima di 3-4 milioni e ‘Bend Sinister' che raggiunge 6,3 milioni un multiplo della stima alta di 1,2 milioni. Superano le stime alte di 6-8 milioni e le garanzie sul lotto un paesaggio disturbante ‘Ominous Land' di Philip Guston del 1987 a 9,5 milioni e uno smalto su allumino di Christopher Wool del 1995 aggiudicato a 13,2 milioni.

Risultati salvati dalle garanzia per il piccolo gruppo di arte italiana in catalogo: un caratteristico ‘Achrome' di Manzoni raggiunge 6,2 milioni da una stima di 5,5-6,5 milioni, finendo con ogni probabilità al garante, mentre una ricercata ‘Mappa' arazzo di Boetti del 1984 si ferma a 1,8 milioni entro la stima, e un ‘Concetto Spaziale' di Fontana con taglio singolo del 1961 va quasi certamente al garante per 2,7 milioni con le commissioni, entro le stime di 2-3 milioni. Complessivamente 10 lotti erano protetti da garanzie con offerte irrevocabili, e altri 8 da garanzia dirette della casa d'asta.

New Yok record con salto in asta

New Yok record con salto in asta

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The Now: pittura fresca una moda sempre più cara

Con tutti e 23 i lotti venduti oltre le stime per un totale di 72 milioni, contro una stima di 36-53 milioni di $, la prima asta della serata presentava l'arte più recente, nella maggior parte eseguita nell'ultimo decennio. Sono cinque i lotti garantiti da parte terza secondo il catalogo, fra cui spiccano i lavori degli artisti oramai divenuti ricorrenti in asta a valori milionari come Yoshimoto Nara, con una caratteristica tela di una bimba imbronciata che piace tanto in Oriente, contesa fino a superare la stima alta di 12 milioni per sfiorare 15,5 milioni di dollari, ed entrambi i lavori dell'afroamericano Mark Bradford, di cui il primo «Burn Baby Burn» del 2002 raggiunge la stima alta di 3 milioni con le commissioni e va sempre all’agenzia Ruth/Catone, e il secondo del 2004 «Method Man» si ferma al centro della stima a 6 milioni grazie alle commissioni. I due lotti di Banksy contribuisconoper 14,8 milioni in totale, oltre la stima complessiva di 13 milioni di $, grazie alle commissioni, un risultato da un lato non eccezionale, data la possibilità di comperare le opere anche in ‘cryptocurrency', dall'altro sorprendente se si considera che ‘Love is in the Air' fa parte di un'edizione di 15 e ha raddoppiato la stima bassa di 4 milioni, ma ben lontano dai quasi 13 milioni pagati per un'altra edizione dello stesso lavoro nel maggio 2021.

I lotti più contesi fino a raggiungere risultati multipli delle stime sono però quelli recenti di artisti ‘nuovi', nella maggior parte donne e/o facenti parte di settori identitari precisi secondo i dettami attuali del marketing. Un catalogo come questo rappresenta una chiara entrata a gamba tesa della casa d'asta nell'ambito di lavoro alle gallerie primarie, quelle che a contatto diretto con gli artisti.Ma forse non bisogna versare troppe lacrime per questi artisti e galleristi divenuti improvvisamente carissimi grazie al gioco speculativo in asta: in molti casi dubito avrebbero meritato tali risultati valutandone la sola produzione artistica, spesso derivativa e infantile, nonostante gli sforzi dei cataloghi e di alcuni curatori per ricoprirli con manti ideologici.

Giovani record

La lista è lunga e molti sono i record personali: Lisa Brice con ‘No Bare Back' del 2017 realizza 3,2 milioni, dieci volte la stima alta; Maria Berrio (classe 1982) col ritratto ‘Flor' del 2013 sfiora il milione di dollari da una stima di 80-120mila $; Toyin Ojibwa Odutola (36enne già entrata nel gioco delle garanzie!) con un altro ritratto del 2017 «Through Line» ottiene 2,2 milioni, 3 volte la stima alta e va al collezionista Glenn Fuhrman, confondatore della MSD Capital; Nicole Eisenman con una faccia geometrica del 2014 raggiunge 927.500 $ (stima 400-600mila $); Matthew Wong (che purtroppo non potrà beneficiarne in quanto suicida giovanissimo) con ‘Night Crossing' del 2018 sfiora quasi 5 milioni, oltre tre volte la stima alta; Flora Yukhnovich (classe 1990) con una grande tela dai toni verdi del 2018 raggiunge 1,8 milioni di $, nove volte la stima alta; Christina Quarles (classe 1985) con l'ennesima tela con figura umana del catalogo, lavoro del 2016 che porta 685.500$ da una stima di 120-180mila.

Fuori posto per ragioni anagrafiche, ma parte della categoria dei ‘recuperati', Stanley Whitney, 75enne con una tela coloratissima di 25 anni fa che realizza 2,3 milioni da una stima stranamente garantita di 150-200mila $ e Lukas Duwenhogger, classe 1956, che realizza 650mila $, otto volte la stima bassa, con una tela figurativa che secondo il catalogo illustra ‘queer codes'. Cosa succederà a questi prezzi quando cambieranno le mode? Per chi vuole farsi un'idea di uno dei futuri possibili, si guardi l'esperienza di Julian Schnabel, il re degli anni ‘80...

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