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Moncler, 1 miliardo per Stone Island «Guardiamo insieme al nuovo lusso»

Carlo Rivetti, principale azionista della società acquisita, reinvestirà con la famiglia ed entrerà come socio nella controllante di Moncler, Ruffini Partecipazione.

di Monica D'Ascenzo

3' di lettura

La stagione del riassetto della moda e del lusso è solo all’inizio. La prima mossa, pre pausa natalizia, è di Moncler che ha annunciato l’acquisizione del 100% di Sportswear Company (Spw), titolare del marchio Stone Island. Un’operazione che sancisce il matrimonio fra due brand italiani guidati da due imprenditori creativi e visionari, Remo Ruffini e Carlo Rivetti. La notizia è stata accolta ieri dal mercato in modo positivo: il titolo Moncler ha chiuso nella giornata dell’annuncio in rialzo dell’1,85% a 44 euro per azione, dopo aver toccato progressi di oltre il 5 per cento.

I dettagli del deal

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Punto di partenza importante per valutare l’operazione è senz’altro la valorizzazione di Spw, che ammonta a 1,15 miliardi, pari a un multiplo di 16,6 volte il margine operativo lordo per il 2020 di 68 milioni con un margine del 28% sul fatturato e a un multiplo di 13,5 volte le stime di Ebitda 2021. Nel dettaglio Moncler e Rivetex, società di Carlo Rivetti titolare di una quota del 50,10% di Spw, e altri soci di Spw titolari del 19,90% della società, hanno siglato un accordo in base al quale Moncler verserà per cassa il corrispettivo, ma al closing i soci di Spw si impegnano a sottoscrivere, per un controvalore pari al 50% del corrispettivo, 10,7 milioni di azioni di nuova emissione Moncler a 37,51 euro per azione. Per completare l’operazione, Moncler acquisirà anche il 30% della società di investimento Temasek Holdings, già azionista di Ruffini Partecipazioni e di Stone Island, che potrà a sua volta reinvestire fino al 50% dell’ammontare ricevuto in azioni Moncler. Nel caso in cui Temasek scelga un corrispettivo solo in cassa, l’esborso complessivo per Moncler sarà di 748 milioni di euro. Diversamente, Temasek potrà sottoscrivere sino ad un massimo di 4,6 milioni di azioni di nuova emissione di Moncler.

All’operazione hanno lavorato come financial advisors Citigroup Global Markets Europe AG e Cornelli Gabelli e Associati per Moncler e Rothschild & Co. per Spw; come legal advisors Gatti Pavesi, Bianchi Studio Legale Associato per Moncler e Pedersoli Studio Legale per Spw; come tax advisors Ludovici Piccone & Partners per Moncler e come accounting advisor KPMG per Moncler.

L’intesa a livello di holding

L’accordo fra Ruffini e Rivetti va oltre la partecipazione in Moncler e coinvolge anche il riassetto di Ruffini Partecipazioni Holding (Rph). Carlo Rivetti e gli altri soci di Spw conferiranno tutte le azioni Moncler di nuova emissione in Ruffini Partecipazioni (Rp), che detiene il 22,5% di Moncler. Allo stesso tempo verranno avviate le procedure per separare le attività di Rp (attualmente controllata per l’87,2% da Rph e per il 12,8% da Temasek), mediante consegna a Temasek di azioni Moncler pari al 2,9%. Remo Ruffini, inoltre, continuerà ad esercitare, per il tramite della holding, il controllo su Rp che è previsto cambi denominazione in Double R.

Moncler acquisisce Stone Island

Il giudizio del mercato

Il deal è stato presentato ieri anche alla comunità finanziaria, i cui giudizi sono stati positivi. Per i soci storici, come Giovanni Tamburi, ma anche per le banche d’affari. L’acquisizione, secondo Gam, è solida perché estende il vantaggio di Moncler nello streetwear di lusso; l’entità allargata sarà ulteriormente destagionalizzata poiché Stone Island interessa acquisti per tutto l’anno; aumenta l’esposizione al ready to wear per l’uomo; prepara Moncler per la sua prossima tappa di crescita come polo aggregante del lusso italiano. Della stessa opinione Bernstein: «Questa mossa di M&A apre al “capitolo 2” di Moncler, con un primo passo verso la creazione di un gruppo multimarca, senza nulla togliere all’opportunità di sviluppo per crescita organica di cui Moncler gode». Ma Ruffini, in conferenza stampa frena: «Il discorso multibrand non mi eccita, voglio andare oltre la moda e oltre il lusso. Io sto cercando una cosa diversa, nuova, unica, con un gruppo di persone che abbiano la stessa visione, la stessa mentalità, lo stesso rispetto per il consumatore». Morale: «Non ho mai trovato un progetto interessante per accorparmi a un grande gruppo. Per me il punto fondamentale è creare valore per Moncler. Non credo che al momento ci sia nel futuro una vendita di Moncler o l’acquisizione di un altro marchio».

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