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Moncler contiene le perdite legate al Covid: ricavi 2020 in calo dell’11%, tiene la redditività

Risultati in recupero nell’ultimo trimestre, grazie all’andamento del mercato cinese e alla corsa delle vendite online

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3' di lettura

Il consiglio di amministrazione di Moncler ha approvato il progetto di bilancio relativo all'esercizio 2020 i cui risultati , nonostante il perdurare degli effetti negativi legati alla pandemia, hanno registrato un deciso recupero nella seconda parte dell'anno a conferma della forza del brand Moncler e dell'efficacia del modello di business del gruppo. Rispetto a molte altre aziende della moda e del lusso, il calo del giro d’affari è mediamente della metà (nella foto in alto, una delle più recenti collezioni Moncler, Born to protect, che usa materiali sostenibili e riciclabili). Le stime di Area Studi Mediobanca, Confindustria Moda e Camera della moda indicano infatti cali medi dei fatturati del 20%.

Il rimbalzo del quarto trimestre
Nel dettaglio, l'esercizio 2020 ha visto ricavi consolidati a 1.440,4 milioni, -11% a tassi di cambio costanti e -12% a tassi di cambio correnti, ma nel quarto trimestre il fatturato è stato di 675,3 milioni (+8% a tassi di cambio costanti e +7% a tassi di cambio correnti). Le vendite a perimetro costante sono scese del 18% considerando l’intero anno, del 9% nel solo secondo semestre.

Indici di redditività in sofferenza, ma tengono
L’ebit è stato di 368,8 milioni, con un'incidenza sui ricavi del 25,6% rispetto a 30,2% nell'esercizio 2019. Nel secondo semestre il margine operativo è stato pari al 39,0% rispetto al 36,8% nel secondo semestre 2019. L’utile netto è sceso a 300,4 milioni rispetto ai 358,7 milioni dell'esercizio precedente, con un'incidenza sui ricavi del 20,9% (22,0% nel 2019). Nel secondo semestre il margine netto è stato pari al 32,0% rispetto al 27,3% nel secondo semestre 2019, anche grazie a un beneficio fiscale contabilizzato nella seconda parte dell'anno.

Pfn e dividendo
La posizione finanziaria netta (Pfn) al 31 dicembre 2020 risultava di 855,3 milioni, rispetto a 662,6 milioni al 31 dicembre 2019. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre proposto un dividendo di 0,45 euro per azione, pari a complessivi 113,7 milioni.

Il commento di Remo Ruffini
«Il 2020 rimarrà impresso nella storia di tutti noi, e penso, ancor di più in quella di Moncler. Riassumere i tanti pensieri, le emozioni e le azioni di questi mesi potrebbe essere riduttivo, e io amo guardare avanti, al futuro ha spiegato Remo Ruffini, presidente e amministratore delegato di Moncler –. Ma penso sia importante soffermarsi sui momenti cruciali, quelli in cui si agisce con coraggio quando lo scenario diventa imprevedibile. È proprio questa la forza che ci ha guidati in questi mesi e, in particolare, nelle importanti ultime settimane del 2020. Trovarsi a novembre, dopo alcuni mesi di timidi entusiasmi e speranze, di nuovo nell'incertezza dei dati di contagio in aumento, dei lockdown, e dell'impossibilità di pianificare, ci ha spinto, ancora una volta, a mettere in campo una grande capacità di reazione, senza la quale oggi non commenteremmo dei risultati che ritengo eccezionali».

L’acquisizione di Stone Island
«Gli ultimi mesi del 2020 rimarranno nella storia di Moncler anche perché, in un momento così difficile per l'Italia e per il mondo, abbiamo annunciato l'operazione con Stone Island – ha ricordato Ruffini –. Un'unione che ho voluto e cercato, diventata possibile grazie alla visione condivisa di due imprenditori, Carlo Rivetti ed io, con gli stessi ideali, la stessa passione, il medesimo amore per le proprie aziende. Con Stone Island, il gruppo Moncler diventa più forte nel crescente segmento del nuovo lusso, che è comunità, esperienza, contaminazione. È “beyond luxury”. Inizia un nuovo cammino, sfidante, ma soprattutto entusiasmante. E penso che, assieme a Carlo, e a tutte le persone di Stone Island e di Moncler, lo sapremo rendere unico».

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