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Moncler e Rick Owens: un lancio insolito per una collaborazione speciale

Arriva nei negozi la collezione dello stilista inglese per il brand guidato da Remo Ruffini, accompagnata da conversazioni via Zoom con personalità della scena culturale e sociale di Milano

di Giulia Crivelli

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Arriva nei negozi la collezione dello stilista inglese per il brand guidato da Remo Ruffini, accompagnata da conversazioni via Zoom con personalità della scena culturale e sociale di Milano


2' di lettura

«Calore, protezione e dinamismo sono i tre elementi che associo a Moncler. Applicare la mia estetica a un ambiente circoscritto e itinerante, il bus, è stata la mia risposta alla challenge collaborativa»: così Rick Owens ha spiegato lo spirito della “challenge” (sfida) insita nella collaborazione con Moncler. Un progetto a sé rispetto a Moncler Genius, il “contenitore” (immaginario e fisico) delle altre collaborazioni di Moncler con stilisti, designer, artisti.

Un lancio speciale
La collezione Moncler + Rick Owens arriva oggi nei negozi e in particolare nel flagshipstore di Milano, in via Monte Napoleone. Un evento che Michèle Lamy – socia creativa di Rick Owens e sua compagna nella vita – ha scelto di celebrare tornando a Milano per presentare a modo partendo dall’originale set appositamente creato con Rick Owens: un bus customizzato. Il bus è un cocoon ultraprotetto, dotato di rivestimenti realizzati con l’iconico piumino Moncler, che all’inizio di quest’anno ha accompagnato in un road trip la coppia attraverso il deserto del Nevada.

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La collezione Moncler + Rick Owens

La collezione Moncler + Rick Owens

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Il debutto durante la fashion week di inizio anno
A febbraio 2020 il bus arrivò a Milano per svelare la collezione Moncler + Rick Owens in occasione dell’evento Moncler. Lamy (nella foto in alto, accanto a Rick Owens) è tornata per una giornata di conversazioni intime che abbracciano ambiti eterogenei. Nota per il suo costante impegno nell’ampliare gli orizzonti della cultura e della comunicazione e per la sua mentalità senza confini né barriere, Lamy ha studiato quindi un modo di comunicare con il mondo esterno restando confinata nel bus. La serie di conversazioni è stata concepita come un flusso ondulatorio – ispirata dal film d’essai di Jacques Rivette L’Amour Fou (1969) – con argomenti che spaziano dal sublime alla moderna cultura milanese fino all’attivismo ambientale, utilizzando come mezzo la tecnologia di Zoom.

Ospiti di professioni diverse
L’elenco degli interlocutori include Davide Oldani, chef del ristorante D’O, con cui Lamy ha parlato di slow food e cibo etico; coinvolgendo giovani che portano valore aggiunto alle loro comunità, il dialogo è proseguito con Vittorio Da Mosto, co-fondatore di Venice Calls e promotore di uno stile di vita sostenibile, e Paolo Rosso, art producer basato a Venezia, a capo dei programmi di conservazione ambientale Microclima, Guwahati Research e RedHero. La serie di conversazioni si è conclusa con un talk culturale con Alessio Ascari, fondatore della rivista Kaleidoscope, e Myriam Ben Salah, independent curator e direttrice e chief curator della Renaissance Society di Chicago.

Una formula inedita e sperimentale
Lo show sperimentale, ambientato tra il bus e il negozio di Rick Owens a Milano, è stato un saggio dell’inconfondibile opera avanguardistica di Lamy, un concentrato di positività, caos e irriverenza, trasmesso in una diretta Instagram per il pubblico digitale di @Moncler, @RickOwensOnline e @LaLaMichMich.

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