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Moncler, sulle stime l’incognita Cina

Il management ha dichiarato «raggiungibili» i target degli analisti di ricavi per 2,4 miliardi (+19%) nel 2022 e 2,7 miliardi (+12%) nel 2023

di Monica D'Ascenzo

2' di lettura

«Sulla base dei dati del trimestre, che sono molto forti, e nonostante il lokdown in Cina che sta penalizzando le vendite, siamo fiduciosi di poter crescere come previsto dal mercato». Luciano Santel, chief corporate & supply officer di Moncler, durante il Capital Markets Day del gruppo, tenutosi ieri, rispondendo agli analisti ha dichiarato «raggiungibili» i target indicati dagli analisti di ricavi per 2,4 miliardi (+19%) nel 2022 e 2,7 miliardi (+12%) nel 2023, anche se sul prossimo anno ha precisato che pur essendo positivi, si tratta di una proiezione complessa da fare al momento.

«Se la situazione in Cina dovesse risolversi brevemente, entro luglio, la crescita che potremmo registrare quest’anno è del 20-25%, quindi superiore al consensus. Ma dipende tutto dalla situazione cinese, perché nei prossimi trimestri potrebbe pesare di più» ha precisato Santel. Nel primo trimestre 2022 il gruppo ha registrato ricavi crescere del 61% a 589,9 milioni di euro dai 365,5 di un anno fa e del 58% rispetto ai livelli pre-pandemici del primo trimestre 2019.

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Le stime per l’intero esercizio 2022 si inseriscono all’interno delle linee strategiche di sviluppo al 2024 presentate ieri, secondo le quali oltre il 50% della crescita verrà da Cina e Stati Uniti grazie anche ad un piano di riposizionamento nel retail con 100 negozi Moncler e 100 negozi Stone Island diretti che saranno aperti, riposizionati o ristrutturati nei prossimi tre anni. Un contributo importante alla crescita verrà poi anche dal digitale, che rappresenterà il 25% dei ricavi totali di Moncler entro il prossimo triennio. Al 2024 il gruppo prevede inoltre un milione di clienti ’logged in’, tanto che il 10% della collezione totale del gruppo sarà di esclusiva per moncler.com e sono previste 100 milioni di visite al sito. Al centro della strategia per il marchio Moncler ci sono infatti tre priorità: lo sviluppo delle community; il digitale funzionale al rafforzamento di relazioni one-to-one; e la continua integrazione della sostenibilità nel business model.

Nonostante la cassa generata dal gruppo i vertici di Moncler hanno comunque escluso nuove acquisizioni: «Abbiamo tanto da fare in Moncler, tanto da fare in Stone Island. Nel medio termine non vediamo alcun tipo di aggregazione, dobbiamo concentrarci sui marchi che abbiamo in portafoglio» ha precisato Remo Ruffini, presidente e ad del gruppo. Potranno essere valutate, invece, acquisizioni nel mondo delle calzature e del footwear ma solo per acquisire know how: «Non stiamo parlando di brand» ha precisato Santel.

Il gruppo investirà anche in tecnologia e innovazione, mutuando il modello di una produzione flessibile dal settore automotive. In particolare, durante la conferenza stampa, è stato precisato che si pensa a un potenziamento della produzione in Romania, dove il gruppo ha già due siti e sta considerando altre opportunità sia di siti di produzione da costruire ex novo sia di acquisizioni.

A Piazza Affari ieri il titolo Moncler ha chiuso in calo del 5,6 per cento.

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