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Mondadori, futuro digital per i periodici. Non escluse acquisizioni

di Andrea Biondi

Andrea Santagata e Carlo Mandelli

3' di lettura

È legato al digitale il futuro dei periodici Mondadori, segmento snellito a Segrate con la vendita della Francia, di Panorama in Italia, e la focalizzazione sui libri. Ma in questo segmento, spiega il direttore generale Periodici Italia del Gruppo Mondadori, Carlo Mandelli, c'è tutto un lavoro che sta iniziando a portare i suoi frutti, legato proprio al digitale. «In futuro - dice Mandelli - non escludiamo possibili acquisizioni. Anche se si parlerebbe ovviamente di realtà piccole, verticali, mirate. Realtà da acquisire come Banzai in circolazione non ce ne sono». Per il momento, però, «ci prepariamo a nuovi lanci e a innovazioni nei nostri prodotti digitali. E stiamo raccogliendo i frutti sul digital di quella acquisizione».

Carlo Mandelli e Andrea Santagata, chief Innovation officer del gruppo Mondadori e vice direttore generale Periodici Italia, hanno tratteggiato in un incontro con i giornalisti un percorso che parte dall'acquisto da parte della casa di Segrate a metà 2016 di Banzai Media Holding, quindi dell'allora divisione vertical content del Gruppo Banzai, per approdare a novità in pipeline e comunque a una strategia futura in cui il digital sarà centrale. Certo, l'azienda si trova ora a gestire una trattativa con i giornalisti su 35 esuberi e un contratto di solidarietà che nelle intenzioni della Mondadori dovrebbe essere al 23% contro il 18% del precedente.

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Tornando però al business e alla parte digital sempre più centrale, proprio con l'acquisto di Banzai Media, Mondadori è arrivata a essere oggi il primo editore digitale italiano con 30 siti web, 26,3 milioni di fan attraverso 130 profili e 26,5 milioni di utenti unici al mese (Audiweb, novembre 2018). I numeri segnalano anche un team di 180 persone fra chi lavora ai contenuti (con un gran peso dei video), allo sviluppo tecnologico, al marketing.

«Siamo in tanti - precisa Santagata - ma facciamo anche tutto in casa. Parliamo di 60mila articoli all'anno su 30 siti web, 170mila foto, creiamo 10mila video all'anno». E per far tutto questo mantenendo la barra dritta sulla qualità c'è da mettere mano al portafogli. Per fare un esempio, ogni ricetta di Giallo Zafferano, dicono i due manager Mondadori, costa sui 1.500 euro in termini di produzione. Ci sono 60mila euro all'anno che se ne vanno in acquisti di prodotti alimentari. E le prove, prima di mettere un contenuto online, non sono poche.

Il risultato, come spiegato dal direttore generale Periodici Italia del Gruppo Mondadori, Carlo Mandelli, è che «il fatturato digitale si è avvicinato in termine di raccolta lorda sui 40 milioni rispetto ai 270-300 totali della Periodici Italia. E nella torta della nostra raccolta pubblicitaria è salito dal 27% al 32%».

Le novità riguarderanno tutti i segmenti in cui si declina l'offerta dei periodici del gruppo Mondadori. A marzo partirà il nuovo sito del maschile Icon con all'interno al suo interno il canale Icon Wheels sulle auto di lusso. In aprile in coincidenza con il Salone del mobile saranno rinnovati i siti di Interni e Icon Design.

Rivisto e arricchito sarà però soprattutto Giallozafferano.it, portato in dote da Banzai e prodotto di punta del digitale di Mondadori. Più del 50% del fatturato del segmento cucina per i periodici del Gruppo deriva dal sito che ospiterà il nuovo canale Benessere, con 4mila ricette che indicano calorie, valori nutrizionali, possibili intolleranze. Inoltre, come ha spiegato Santagata, sarà «il primo sito vocale in Europa, con Google Assistant integrato».

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