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Mondiali 2018, Inghilterra: per Kane e compagni è tempo di rivincite

a cura di Datasport

2' di lettura

Riscattare l’eliminazione ai gironi di Brasile 2014 e la sconfitta agli ottavi di finale contro l’Islanda agli scorsi Europei: è questo l'obiettivo dell'Inghilterra, che si presenta in Russia con una nazionale affamata e un ct ambizioso. Gareth Southgate, ex tecnico dell'Under-21, non soffre di timori reverenziali e non ha avuto paura di ringiovanire la selezione dei Tre Leoni, sciolto il legame coi grandi vecchi, a parte da Wayne Rooney: la sua l'Inghilterra gioca con un 3-4-3 dinamico e l'ossatura porta il marchio di fabbrica del Tottenham.    La stella dei britannici è Harry Kane che, con Dele Alli ed Eric Dier, compone la spina dorsale degli Spurs, la big della Premier con più inglesi in rosa. Le sorti dell'Inghilterra passano dall'Uragano Harry, autore di 30 gol in campionato (solo Salah ha fatto meglio), 41 totali in 48 match stagionali. Lo supporteranno Lingard e uno tra Sterling e Rashford per un attacco giovane che fa della rapidità la sua caratteristica principale.   Alcune convocazioni di Southgate (Delph, Loftus-Cheek, Maguire e Cahill) e l'esclusione di Tarkowski hanno fatto discutere: il clima attorno agli inglesi è strano. Il vero problema continua a essere il portiere: nessuno dei tre convocati dà garanzie. Pickford è reduce da un'annata tutt’altro che esaltante con l'Everton e Butland è retrocesso con lo Stoke. Pope, invece, ha la storia più bella: il 26enne del Burnley, approdato in Premier League la scorsa stagione, fino a qualche anno fa era un amatore che sognava di giocare da pro e lavorava come lattaio. Ora potrebbe giocare il Mondiale da titolare, anche se l'Inghilterra intera ha invocato senza esito la chiamata di Hart al suo posto.

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