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Mondiali 2018, Senegal: il sogno è il quarto di finale, come nel 2002

a cura di Datasport

2' di lettura

''Mi ritorni in mente, bella come sei... Forse ancor di più'': le parole di Luciano Battisti sono perfette per celebrare il ritorno ai Mondiali del Senegal, che nel 2002 conquistò i quarti di finale iridati con la generazione d'oro. Il trait d'union tra quella Nazionale e quella attuale, che ha riportato i Leoni della Teranga al Mondiale 16 anni dopo, siede in panchina: Aliou Cissé era il capitano di quel Senegal. Fu lui purtroppo a sbagliare il rigore decisivo nella finale della Coppa d'Africa 2002 contro il Camerun.    15 anni e un decalogo motivazionale dopo, Aliou Cissé ha perso da ct contro i Leoni Indomabili ai quarti di finale della Coppa d'Africa 2017. Intanto, però, il ct meno pagato del Mondiale (appena 200mila euro) si è guadagnato il rispetto del mondo intero coi suoi rasta, la sua filosofia zen e la sua idea di calcio, basata su un 4-3-3 che esalta gli esterni: da un lato Sadio Mané che ha fatto fuoco e fiamme nel Liverpool, dall'altro l'ex laziale Keita. In attacco, l'erede di El-Hadji Diouf andrà scelto con cura: si giocano una maglia MBaye Niang, Moussa Konaté (ottimo nell'Amiens) e il veterano Moussa Sow.    A parte l’attaccante granata, gli altri italiani sono Alfred Gomis della Spal e soprattutto Kalidou Koulibaly: le chances di passare il turno degli africani passano anche dalla protezione difensiva garantita dal napoletano, muro insuperabile di un Senegal che proverà a farsi strada tra la Colombia e la Polonia. Non sarà facile, ma la retroguardia composta da Koulibaly e Kara ha già ben impressionato in Coppa d'Africa. Per fare bene in Russia il talento non manca e il ct neppure.

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