atletica leggera

Pista e materiali ideati e prodotti dall’italiana Mondo

La società Mondo di Gallo d’Alba (Cuneo) - partner della Iaaf dal 1987 - è stata fondata nel 1948,: conta 900 dipendenti e 9 stabilimenti produttivi in Italia, Spagna, Lussemburgo e Cina. Il fatturato consolidato delle 3 divisioni (Mondo Sport&Flooring, Mondo Toys e Artigo) è di 220 milioni di euro.

di Mario Nicoliello


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2' di lettura

Prima dell’avvio delle gare l’Italia è già sul podio. Merito di Mondo , l’azienda produttrice della pista sulla quale gli atleti si daranno battaglia. Partner della Iaaf dal 1987, la società di Gallo d’Alba (Cuneo) ha steso in 40 giorni nel gennaio 2018 ben 244 tonnellate di gomma vulcanizzata per realizzare la Mondotrack Ws di colore rosso e rosa, il cui costo si aggira sui 500mila euro. Oltre alla pista principale (8.876 metri quadrati) e a quella di riscaldamento (7.394 metri quadrati), Mondo fornisce pure altre attrezzature: dai sacconi di atterraggio agli ostacoli, dalle asticelle ai testimoni della staffetta.

Fondata nel 1948, Mondo conta 900 dipendenti e 9 stabilimenti produttivi in Italia, Spagna, Lussemburgo e Cina. Il fatturato consolidato delle 3 divisioni (Mondo Sport&Flooring, Mondo Toys e Artigo) è di 220 milioni di euro. «Oltre che per i Mondiali – racconta Maurizio Stroppiana , direttore Sport&Flooring – abbiamo fornito le piste per le passate 11 edizioni dei Giochi Olimpici e lo faremo anche per i prossimi. Stiamo installando proprio in questi giorni le piste a Tokyo». L’azienda cuneese è attiva anche in altri ambiti (dal calcio al paddle). Fondamentale è il contributo degli atleti. «Amiamo lavorare con coloro che useranno la pista e li coinvolgiamo fin dallo sviluppo del prodotto», aggiunge Stroppiana.

Due esempi recenti sono stati la collaborazione con il giavellottista tedesco Thomas Röhler e con i velocisti allenati da Alessandro Nocera a Torino. «Röhler ha testato il comportamento delle nostre piste durante i Giochi di Rio dove ha vinto l’oro. Così per sostituire la superficie del suo centro di allenamento a Jena ha deciso di avere lo stesso prodotto di Doha. L’anno scorso abbiamo installato 2 corsie da 100 metri, di cui sostituiamo con regolarità l’ultimo semicerchio, per approfondire l’interazione tra atleta e superficie e studiare soluzioni innovative». Nocera e il suo team hanno provato invece al buio i materiali: «Abbiamo montato 4 piste identiche e abbiamo chiesto agli atleti di testarle per un mese, per poi compilare un questionario di gradimento».

Le domande miravano a capire come gli atleti percepissero il comportamento elastico e biomeccanico della superficie. «Le risposte al questionario, che comprendeva domande sulle impressioni percepite relativamente al ritorno di energia, alla deformazione verticale, al comfort e alle prestazioni, hanno confermato che i professionisti desiderano allenarsi sul manto da competizione e svolgere le ripetute su una versione più confortevole».

Con questi dati Mondo ha messo a punto 2 superfici per piste di atletica che possono essere installate una a fianco all’altra nella stessa struttura, creando un impianto con aree dedicate alle esercitazioni e all’allenamento. La ricerca prosegue. «Stiamo collaborando con il centro Iss Asics di Kobe per studiare i parametri biomeccanici. Il nostro obiettivo è aiutare gli atleti a essere sempre più veloci».

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