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Mondiali, per la Rai ascolti in crescita ma lontani dal 2018

Le centrali media segnalano audience inferiori del 25% sulle stime di Rai Pubblicità

di Andrea Biondi

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Il Giano Bifronte del Mondiali trasmessi dalla Rai. Confrontare gli ascolti con il periodo immediatamente precedente restituisce l’istantanea di una Rai che alla voce audience fa registrare un segno più, allungando il passo anche rispetto alla concorrente Mediaset. Ma nel confronto con i Mondiali di quattro anni fa, trasmessi sulle reti del Biscione, il risultato sa di débâcle.

Va detto che quello che si sta disputando ora in Qatar è un campionato mondiale che per la prima volta si svolge fra novembre e dicembre e non nel consueto periodo estivo. Non pochi – anche all’interno della Rai – la valutavano come un’occasione di fare ascolti straordinari. In estate – è l’assunto di partenza – si sta di più all’aperto, si esce, mentre in novembre-dicembre, peraltro in assenza di un’offerta calcistica alternativa in Tv, si potrebbe anche fare l’en plein. Nulla di più sbagliato. Forse anche perché dall’autunno in poi riprendono le attività scolastiche e lavorative che mal si conciliano con match giocati peraltro al mattino (durante la prima fase) e al pomeriggio.

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Ha senso dunque paragonare i due Mondiali? Le centrali media consultate dal Sole 24 Ore non hanno dubbi: confronto assolutamente lecito. E questo perché le politiche commerciali sono state costruite su quella base, vendendo la pubblicità con obiettivi di audience incrementali. che alla fine, come riportato sul Sole 24 Ore del 22 novembre, significano 5,5 milioni di ascolto medio a partita e 8,5 milioni in prime time su Rai 1. Significherebbe +10% di ascolto medio e +20% in prime time (percentuali curiosamente scomparse fra le slide distribuite a luglio e quelle pubblicate ora sul sito) rispetto ai Mondiali 2018 trasmessi da Mediaset. Anche allora non c’era l’Italia.

Secondo i calcoli fermi allo scorso 5 dicembre elaborati da Omnicom Mediagroup che Il Sole 24 Ore ha potuto visionare in un confronto tra le partite andate in onda su Rai 1 e Rai 2 con le partite andate nel 2018 sui canali Mediaset (40 partite su 48 agli stessi orari) si contano circa 4 milioni di spettatori fra gli individui (-17% sul 2018). Negli ottavi (6 partite su 8) i 5,2 milioni di media sono il 22% in meno. Risultati di ascolto, quindi, lontani del 25% dalle stime editoriali di Rai Pubblicità.

Nessun commento da parte della concessionaria di viale Mazzini. Da fonti vicine quel che si sa è che ci sarebbe soddisfazione in generale e in particolare per la raccolta di dicembre, in concomitanza con le partite a eliminazione diretta.

«Dalla partita inaugurale al termine degli ottavi di finale i Mondiali di calcio hanno determinato un aumento del totale ascolto di oltre mezzo milione di persone nella media dell’intera giornata, di oltre un milione nella fascia di prima serata e superiore al milione e mezzo nella fascia standard Auditel del pomeriggio fra le 15 e le 18», commenta dal canto suo Francesco Siliato, media Analyst dello Studio Frasi. «Il punto debole del palinsesto Rai – aggiunge – è dovuto allo spostamento del Tg1 delle 20, anticipato di una mezz’ora, ma soprattutto non collocato in una edizione breve tra il primo e il secondo tempo delle partite». In questo secondo Mondiale consecutivo senza l’Italia «l'ascolto delle partite rimane comunque elevato. Le partite degli ottavi di finale registrano in prime time ascolti medi di 6,9 milioni e di 4,2 milioni al pomeriggio. In prime time lo share di Rai Uno è del 33% per Argentina-Australia e del 30% per Portogallo-Svizzera, mentre la punta di share va ad una partita delle sedici, Marocco-Spagna, con il 35,7%». Ascolti importanti che cresceranno ancora con l’andare avanti verso la finale. Peccato per quel confronto, perdente, sul 2018.

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