Rugby World Cup

Mondiali di rugby al via in Giappone: l’economia del Sol Levante ha già vinto

Al via in Giappone la Rugby World Cup edizione numero 9, la prima al di fuori dei Paesi-guida per la palla ovale. Il calcio d’avvio il 20 settembre (12.45 ora italiana) quando proprio i padroni di casa affronteranno la Russia

di Giacomo Bagnasco


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(Afp)

3' di lettura

Rugby World Cup edizione numero 9, la prima al di fuori dei Paesi guida per la palla ovale. Stavolta tocca al Giappone che in 12 mesi si gioca un’accoppiata non da poco: i Mondiali di rugby quest’anno, che coinvolgeranno 12 città, e le Olimpiadi estive di Tokyo 2020. Con notevoli benefici economici attesi, in un caso e nell'altro, per la nazione ospitante.
Il calcio d’avvio il 20 settembre alle 12.45 ora italiana, quando proprio i padroni di casa affronteranno la Russia. La formula è la stessa dall’edizione 2003, con 4 gironi da 5 e le prime 2 di ciascun girone che passeranno ai quarti di finale, in programma nel weekend del 19-20 ottobre. Semifinali il 26-27, mentre la finale si giocherà a Yokohama sabato 2 novembre.

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Il ritorno della Rai
Diciassette match saranno trasmessi dalla Rai: oltre a quello inaugurale (su RaiSport dalle 12.30), per la fase a gironi sono in programma i 4 incontri dell’Italia (a partire da quello di domenica 22 contro la Namibia a Osaka, su Raidue alle 7.15) e alcuni altri confronti di rilievo. Quarti, semifinali e finali per il primo e per il terzo posto sono tutte in palinsesto.
Gli Azzurri - che come in occasione di una tournée dello scorso anno in Giappone hanno trascorso una prima settimana di acclimatamento nel super-centro sportivo di Ueda Sugadaira, diventando i testimonial della località e portando per questo oltre 500mila euro nelle casse della federazione - si trovano di fronte una impresa ai limiti dell’impossibile. Favoriti sia contro la Namibia sia quattro giorni dopo contro il Canada, hanno ben poche possibilità di scampo nel match con il Sudafrica e praticamente nessuna quando si troveranno davanti la Nuova Zelanda, che quattro anni fa in Inghilterra ha riconquistato quel titolo mondiale che era già stato suo nel 1987 (prima edizione della Coppa del Mondo) e nel 2015.

Un successo finanziario
Un’edizione di lusso, quella inglese, anche dal punto di vista finanziario. Stadi vicini al costante tutto esaurito con un totale di quasi 2,5 milioni di spettatori dal vivo, un surplus economico per la federazione mondiale World Rugby di oltre 150 milioni di sterline, un incremento al Pil britannico che - spinto anche da oltre 450mila appassionati giunti dall’estero - valutabile attorno al miliardo di sterline. Cifre non dissimili - e in alcuni casi addirittura superiori - sono previste da uno studio dello stesso organismo internazionale per Japan 2019, benché la capienza complessiva degli stadi per i 48 match in programma si fermi a 1,8 milioni di spettatori e gli orari delle partite non siano certo da prime time in Europa, che in termini televisivi è il mercato rugbystico più appetibile.
A proposito di Europa, l’auspicio finale riguarda i risultati delle proprie rappresentanti. Sarebbe da evitare quantomeno di ripetere lo scenario di quattro anni fa, proprio nel Vecchio Continente, quando per la prima volta arrivarono in semifinale quattro squadre su quattro dell’emisfero Sud classificandosi in quest’ordine: Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica, Argentina.

Le 20 squadre al via e i gironi
Girone A: Giappone, Irlanda, Russia, Samoa, Scozia
Girone B: Canada, Italia, Namibia, Nuova Zelanda, Sudafrica
Girone C: Argentina, Francia, Inghilterra, Tonga, Usa
Girone D: Australia, Figi, Galles, Georgia, Uruguay

Le partite degli Azzurri su Rai2
- Domenica 22 settembre: Italia-Namibia (7.15 ora italiana, Osaka)
- Giovedì 26 settembre: Italia-Canada (9.45, Fukuoka)
- Venerdì 4 ottobre: Italia-Sudafrica (11.45, Shizuoka)
- Sabato 12 ottobre: Italia-Nuova Zelanda (6.45, Toyota City)

Il ranking mondiale delle partecipanti
1. Irlanda
2. Nuova Zelanda
3. Inghilterra
4. Sudafrica
5. Galles
6. Australia
7. Scozia
8. Francia
9. Figi
10. Giappone
11. Argentina
12. Georgia
13. Usa
14. Italia
15. Tonga
16. Samoa
19. Uruguay
20. Russia
22. Canada
23. Namibia

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