la scalata imprenditoriale

“Mondo di Mezzo spa”, patrimonio aumentato a 3,6 a 9 milioni in corrispondenza delle presunte corruzioni

di Ivan Cimmarusti

La lettura della sentenza

2' di lettura

Una scalata imprenditoriale senza precedenti. In nove anni la “29giugno coop.” di Salvatore Buzzi, braccio imprenditoriale di Massimo Carminati, aumenta il patrimonio netto, passando dai 3 milioni 689mila euro del 2004 ai 9 milioni 140mila euro del 2012. Un incremento che coincide con le presunte corruzioni confermate dalla X sezione penale del Tribunale di Roma.

Il sistema corruttivo
In due interviste il procuratore capitolino, Giuseppe Pignatone, ha voluto ribadire l'impostazione investigativa dell’accusa: «È crimine organizzato, noi andremo avanti», confermando che dopo il deposito delle motivazioni - con cui è stata riqualificata l’associazione mafiosa in associazione semplice - sarà presentato ricorso alla Corte d’Appello. L’ipotesi della Procura di Roma, come ha detto dallo stesso Pignatone, esce comunque in parte confermata da pronunce della Corte di Cassazione, che in sede cautelare ha indicato un binomio tra mafia e corruzione. «Non si può accettare l'idea - ha detto il procuratore - che a Roma la corruzione sia un fatto normale o addirittura utile».

La coop 29 giugno
Gli atti societari, uniti alle rielaborazioni investigative, hanno fatto piena luce su come una piccola cooperativa, nata nel carcere di Rebibbia 30 anni fa, sia esplosa in una galassia di altre cooperative e società direttamente o indirettamente controllate dalla “29giugno coop.”. Un’azienda che passa da piccoli appalti col Comune di Roma nel 1994 alla gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati, con un business milionario ottenuto illecitamente attraverso la presunta intercessione di Luca Odevaine. D’altronde già dal contenuto delle intercettazioni si ha un’idea di come la cooperativa di Buzzi abbia fatto il salto di qualità. L’uomo ne parla il 17 novembre 2013 con Alessandra Garrone, sua compagna. Fanno riferimento al 1994-95, «forse a quei tempi – dice Buzzi – c’avevo più tempo…c’avevo meno c…questo è il problema (…) non c’era Formula Ambiente…non c’era Eriches», «solo “29giugno”», dice la donna, «non c’era niente ribadisce Buzzi – e quindi quali problemi c’avevo? C’avevamo il vento a favore (...) all’Ama stavamo na favola».

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In 5 anni fatturato a +98%
Stando ai documenti, la presunta holding criminale subisce uno sprint tra i 2007 e il 2012: risulta un aumento del 98,29% del fatturato. Questo valore «è stato generato – si legge nelle carte societarie inserite nel fascicolo giudiziario – principalmente dal settore raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani, che da solo ha un’incidenza sul fatturato del 43,50%». Il riferimento è alle commesse con l’Ama, l’azienda municipalizzata di Roma che si occupa di igiene urbana, il cui ex dirigente, Franco Panzironi, è stato condannato.

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