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Il Giappone dà il voto ai diciottenni

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una legge abbassa l’età di due anni

Il Giappone dà il voto ai diciottenni

Il Paese a più rapido invecchiamento della popolazione al mondo dà una buona notizia ai suoi giovani: la Dieta giapponese ha finalmente approvato la legge che abbassa da 20 a 18 anni il diritto di voto. Il provvedimento è stato votato oggi alla Camera Alta, dopo essere già passato alla Camera Bassa lo scorso 4 giugno. L'esordio elettorale dei diciottenni e diciannovenni – circa 2,4 milioni - dovrebbe avvenire l'anno prossimo nelle operazioni di rinnovo parziale della Camera Alta.

Si tratta della maggiore riforma del sistema elettorale dal 1945, quando nel Giappone occupato il diritto di elettorato attivo fu conferito ai ventenni (prima occorrevano almeno 25 anni). Il portavoce del governo Yoshihide Suga ha dichiarato che il cambiamento è di portata molto significativa in quanto “la voce dei giovani potrà riflettersi meglio nella politica”; ha però aggiunto che sarà importante “educare” i giovani nelle scuole e università alle loro nuove responsabilità.

Attualmente i giovani giapponesi appaiono piuttosto apatici nei confronti della politica, ma il trend è generale, visto che l'affluenza al voto negli ultimi anni si è costantemente ridotta fino a poco più della metà degli aventi diritto. Secondo le stime ministeriali, solo il 33% dei ventenni ha votato nelle ultime elezioni generali, contro il 68% dei sessantenni. Il sistema elettorale giapponese resta a sospetto di incostituzionalità in quanto permane una significativa disparità di peso specifico tra voto rurale e voto nelle metropoli anche dopo l'ultima riforma seguita a varie dichiarazioni di illegittimità costituzionale.
Resta aperta la questione dell'abbassamento della soglia per l'età adulta anche per altri aspetti, in particolare per l'applicazione delle norme penali.

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