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Grecia, un accordo con meno austerità

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L’INTESA CON I CREDITORI

Grecia, un accordo con meno austerità

Innazitutto un elemento di prudenza: mancano ancora le conferme dei creditori, soprattutto di quelli tedeschi i più riottosi a dire sì, ma intanto i greci parlano di accordo raggiunto con la troika. Un accordo corposo in 27 pagine e 35 “azioni prioritarie” che vanno dalla tassazione dell'industria mercantile alle liberalizzazioni, dalle pensioni anticipate alle esenzioni fiscali per le isole, da eliminare gradualmente.

È il memorandum su cui Atene si è accordata con i creditori secondo il quotidiano conservatore Kathimerini. Che contiene una sostanziale sterzata verso obiettivi di bilancio più realistici rispetto al passato: nel 2015 un deficit primario (saldo di bilancio, esclusi i pagamenti di debito) pari allo 0,25% del Pil, nel 2016 un avanzo primario dello 0,5% del Pil, che sale all’1,75% nel 2017 e al 3,5% nel 2018. Niente a che vedere con il 4,5% chiesto nel precedente Memorandum come viene chiamato l'accordo dai tecnici della troika.
E' una svolta importante verso un principio di realismo per un'economia che quest'anno andrà in recessione tra il 2 e il 3%, con un sistema bancaraio che necessiterà di una iniezione di capitali da 25 miliardi di euro.

Le misure richieste per ottenere i crediti
Fra le misure richieste dai creditori al governo greco vi sono le modifiche alla tassazione sulla stazza dei cargo per le imprese mercantili, la riduzione dei prezzi dei farmaci generici, la revisione del sistema di previdenza sociale, con l'abolizione delle baby-pensioni. Nel pacchetto di 27 pagine trova spazio anche il rafforzamento dei segugi del fisco, il personale dipendente dal dipartimento per i crimini finanziari (Sdoe, l'equivalente della Guardia di Finanza italiana), una sezione conosciuta ai lettori dei libri del CAmilleri greco Petros Markaris, la graduale abolizione delle pensioni anticipate (un osso duro) , l'attuazione delle riforme di mercato dei prodotti proposti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), la deregolamentazione del mercato dell'energia e l'attuazione del programma di privatizzazioni già avviato. Arriva anche la più volte richiesta eliminazione delle agevolazioni fiscali per le isole, ma partirà dalla fine del 2016. Evidentemente le azioni di Tsipras, sebbene in modo caotico e cotradditorio, ha mosse le acque nelle politiche di austerità a senso unico. Ora la palla alla passa al Parlamento greco giovedì, un prova che non sarà facile per il premier greco, una prova molto simile alle famose fatiche di Ercole.

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