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Tokyo Film Festival, il pubblico premia l'esordiente Edoardo Falcone. Al brasiliano “Nise-The Heart of Madness” il Gran premio della Giuria

TOKYO – Al Tokyo International Film Festival a sorpresa il pubblico ha premiato, tra i 16 in concorso principale, il film di un regista italiano esordiente che sembrava non avere chanches presso spettatori non italiano e non cristiani. L' “Audience Award” e' andato a “Se Dio vuole” (con Marco Giallini e Alessandro Gassmann) di Edoardo Falcone, al suo debutto alla regia dopo una lunga esperienza come sceneggiatore. Lui stesso non se l'aspettava proprio, in quanto “il film e' molto italiano come costruzione e sviluppo”.
E' la storia di un chirurgo affermato e arrogante che finire per trovare problemi su tutti i fronti in famiglia (moglie e due figli). Il figlio, sospettato in famiglia di essere gay, annuncia invece l'intenzione di diventare prete, suscitando nel padre il desiderio di “smascherare” il sacerdote carismatico e atipico che lui ritiene abbia fatto il lavaggio del cervello al giovane. “Credo che la cosa che abbia funzionato qui siano i temi universali che il film affronta, dallo sviluppo personale alla ricerca di diventare una persona migliore e aprirsi a una spiritualita', andando oltre la nostra vita normale fatta di cose pratiche e materiali”. In programma Falcone ha gia' un altro film “che mi rispecchi”, su cui sta lavorando con lo sceneggiatore Marco Marzano (lo stesso di “Se Dio vuole”).

Il Gran premio della Giuria e' andato a un altro film che sembrava non avere chanches in quanto molto “locale” e tematicamente difficile: “Nise - The Heart of Madness” del regista brasiliano Roberto Berliner, basato sulla storia vera di una psichiatra Junghiana che sfida l'establishment medico di Rio de Janeiro rifiutandosi di applicare le violente terapie con elettroshock ai pazienti di un ospedale psichiatrico e iniziando una rivoluzione nella cura dei malati di schizofrenia. L'attrice Gloria Pires, star delle telenovelas che interpreta nel film Nise da Silveira, ha ricevuto il riconoscimento come migliore attrice. Berliner (che si solito e' regista di documentari) ha detto che nella lunga preparazione del film per vari mesi lui e la troupe hanno frequentato un ospedale psichiatrico. E il direttore della giuria del festival, Bryan Singer, ha detto che il film gli ha fatto ricordare il periodo in cui, da giovane, faceva l'autista per gruppi di persone affette da disabilita' psichiche.

Pluripremiato anche il regista Mustafa Kara per “Cold of Kalandar”. Nella sezione “Japan Splash” della cinematografia indipendente si e' affermato il film “Ken and Kazu” di Hiroshi Shoji. Nella sezione Asia Future il riconoscimento e' andato a “The Island Funeral” di Pimpaka Towira, mentre il Premio speciale della Giuria e' stato conquistato dalla storia di un attivista antigovernativo iraniano, “All Three of Us” di Kheiron.

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