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Moda Italia a Tokyo: piccole imprese alla riscossa

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Asia e Oceania

Moda Italia a Tokyo: piccole imprese alla riscossa

TOKYO – E' una testimonianza del dinamismo delle piccole imprese del Made in Italy che, puntando sulla qualita' e l'innovazione, cercano – pur in una congiuntura generale difficile – di accelerare la loro presenza sui mercati esteri. La a 49ma edizione di “Moda Italia” e 59ma edizione di “Shoes From Italy” si e' spostata da un albergo al complesso Belle Salle Shibuya Garden per l'aumento dei partecipanti. Delle 167 aziende che espongono le loro collezioni (alcune anche in anteprima rispetto ad esempio al TheMicam), una cinquantina sono le debuttanti, alla ricerca di canali diretti di vendita e di partner nel Sol Levante.

Congiuntura difficile. Sia Giuseppe Mazzarella (presidente di Confartigianato Moda e consigliere Ice da poco rinnovato) sia Tommaso Cancellara (direttore generale di Assocalzaturifici) hanno sottolineato che la congiuntura nel complesso e' difficile per le piccole e medie imprese, molte delle quali sanno pero' reagire puntando soprattutto sull'affermazione dei loro prodotti di qualita' sui mercati esteri. “Noi del settore delle calzature torniamo a chiedere la fine delle sanzioni europee alla Russia, che ci hanno penalizzato moltissimo senza peraltro raggiungere gli attesi risultati politici – afferma Cancellara – Quanto al Giappone, specialmente dopo che Tokyo ha firmato l'accordo TPP, speriamo che vengano conclusi presto i negoziati per un accordo di libero scambio con l'Unione Europea, che comporterebbe l'abbattimento di barriere tariffarie e non tariffarie”. Mazzarella ha sottolineato che manifestazioni come Moda Italia/Shoes from Italy rappresentano una opportunita' davvero interessante per le Pmi del settore interessate ad affacciarsi sui mercati extraeuropei. Considerata l'importanza commerciale della manifestazione anche per le aree Asia e Oceanica, sono stati invitati a Tokyo anche buyers di Corea, Taiwan, Australia e Singapore.

Ripresa dell'export in Giappone. Nel periodo gennaio-maggio di quest'anno – sottolinea il direttore dell'Ice di Tokyo, Aristide Martellini – l'export del Made in Italy registra una ripresa in yen che va amplificata in quanto l'euro nel periodo ha perso circa il 10% nei confronti della divisa nipponica: buoni risultati in quasi tutti i comparti, mentre la quota della Cina è diminuita a doppia cifra: “L'Italia conserva sempre la prima posizione in assoluto fra i Paesi che lanciano nuove tendenze e prodotti innovativi, ed è il primo paese non asiatico nella classifica dei Paesi importatori in Giappone. Le nazioni che la precedono sono quelli nei quali sono state delocalizzate molte attività produttive”, osserva Martellini.

Moda Italia: artigiani di qualità a Tokyo

I dati in dettaglio. I dati doganali nipponici evidenziano che nei primi cinque mesi del 2016 la quota italiana sul totale delle importazioni giapponesi di abbigliamento totale, da gennaio a maggio 2016, è stata del 2,7% (vendite +3,0% in valore), collocando il nostro Paese in sesta posizione (la Cina ha una quota del 64,6%).
Nel settore maglieria l'Italia è sesta (in valore -1,2% su 2015), nell' abbigliamento da uomo
(+8,7% sul 2015) e da da donna, è settima (+4,1%).
Nel settore abbigliamento in pelle, l'Italia è prima e detiene una quota import del 28,0% (pur registrando una variazione negativa rispetto al 2015 del 4,5%), scavalcando la Cina che detiene il 25,9%. Anche nel settore pellicceria l'Italia è prima (ma con un calo dell'8,6%), con una quota import del 49,2% sul totale delle importazioni giapponesi di questo settore.
L'Italia rimane inoltre il secondo fornitore del Giappone nella pelletteria anche nei primi cinque mesi del 2016, con una quota pari al 18,5% (+6,9% il trend in valore).
Nelle calzature in pelle il predominio italiano è assoluto: La quota sull'import di calzature in pelle è stata del 28,9%, seguita dalla Cina con il 12,1%.
Posizione di vertice anche nel settore calzature in pelle da donna: l'Italia registra una quota del 40%, seguita dalla Cina (13,3%). L'Italia rimane il primo fornitore del Giappone anche nelle calzature in pelle da uomo, quota del 25,1%, seguita dal Bangladesh (12,5%).
La quota italiana sul totale delle importazioni giapponesi di calzature casual in pelle è stata del 16,7%, collocando il nostro Paese in seconda posizione dopo la Cambogia (quota del 18,9%).

Le iniziative di promozione. Allo scopo di incrementare il livello di conoscenza dei prodotti italiani, nonche' di consentire agli operatori giapponesi di vedere gli ultimi prodotti esposti nelle principali fiere italiane del settore e di conoscere meglio la realta' produttiva italiana, nel 2015 l'Ice-Agenzia di Tokyo ha organizzato 27 missioni in Italia per il settore fashion, invitando un totale di 162 operatori giapponesi, tra buyers e giornalisti del settore, alle principali fiere internazionali e a visitare i distretti industriali italiani. Come gia' noto, dal 2014 l'Ice ha avviato il Progetto Piano Export Sud, iniziativa che mira a presentare i prodotti di marchi ancora non conosciuti sul mercato internazionale provenienti da quattro Regioni del Sud Italia (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia),con organizzazione di incontri B2B e successive visite aziendali. In questi ultimi anni e' stata prestata particolare attenzione alla promozione di nuovi marchi e alla realizzazione di accordi di collaborazione fra le aziende italiane e quelle giapponesi.

Made in Italy alla riscossa nel Sol Levante

Tendenze recenti. Tra le novita', si puo' segnalare che alcuni marchi italiani non conosciuti a livello mondiale e non di lusso, e marchi di capi casual ma di lusso, hanno trovato un importatore-distributore in esclusiva, e alcuni hanno anche aperto un flagship store a Tokyo o a Osaka. Ad esempio: nel casual Roberta Scarpa, Save the Duck, Fradi, Franklin & Marshall, Eleventy; nella pelletteria Gianni Chiari, Ju'sto, Massimo Palomba; nelle calzature Pellico, Philippe Model, L'Autre Chose. Tra le collaborazioni fra le aziende italiane e quelle giapponesi, un nuovo esempio e' quello - , nel settore dei materiali, tessuti e filati -costituito dall'azienda Lagopolane, mentre Tamurakoma & Co., Ltd. per la prima volta produrrà dei capi di maglieria su commissione, utilizzando i filati italiani della Filartex.
Nei primi sei mesi del 2016 hanno aperto un Flagship store in Giappone MSGM, La Perla, Roverta di Camerino e altri, secondo un trend che ha mostrato una accelerazione gia' l'anno scorso.
Dal 20 luglio, infine, parte il primo evento - “Pitti Immagine Uomo at Isetan Men's” – dell ‘”Italia Project” scaturito da un accordo tra Ice e Isetan Mitsukoshi, la piu' grande catena di distribuzione giapponese di qualita'. L'iniziativa (che durera' fino all'aprile 2018) si svolgerà presso i 21 grandi magazzini di Isetan Mitsukoshi in Giappone, inclusi i tre negozi principali e “storici” di Tokyo, e coinvolgera' anche i due negozi di Singapore e uno in Malesia. Servira' anche a introdurre nuovi marchi italiani sul mercato nipponico.

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