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Dossier Tutta questione di speranza di vita: Brexit spiegata con la demografia

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Dossier | N. 77 articoliReferendum su Brexit

Tutta questione di speranza di vita: Brexit spiegata con la demografia

(Reuters)
(Reuters)

Brexit questione di demografia? Anche. Forse, soprattutto. Come hanno sottolineato diverse analisi, la presenza di oltre 11 milioni di ultrasessantacinquenni - pari al 24% dei circa 47 milioni di britannici chiamati al voto il 23 giugno - potrebbe essere stata decisiva. Come nota il demografo Gian Carlo Blangiardo su Neodemos.info, esiste infatti un tasso di correlazione negativa (-0,93 per l’esattezza) tra l’età degli elettori e la percentuale di “Remain”, anche se non è escluso che sul risultato finale abbia influito un maggior astensionismo proprio dei giovani, fascia d’età più propensa a restare nell’Ue. Il dato di fatto, comunque, è che gli anziani hanno in maggioranza votato contro l’Unione europea.

Questione di aspettativa di vita
Di più: se si considera la percentuale di “Remain” in funzione non già degli anni vissuti (l’età) ma di quelli che resterebbero da vivere (la speranza di vita), ecco che la correlazione cambia di segno e si accresce di intensità, con il coefficiente che sale a +0,95. Dal 73% di orientati a restare nell’Unione europea tra i 18-24enni con circa 60 anni di futuro, si scende al 40% tra coloro che appartengono all’elettorato più anziano e hanno poco più di 12 anni di aspettativa di vita. «Chi ha più “vita attesa” davanti a sé sembra insomma assai meno disposto a sostenere un cambiamento i cui effetti si manifesteranno per gran parte della propria esistenza», spiega Blangiardo.

BREXIT, IL VOTO PER CLASSI DI ETA’
(Fonte: YouGov)

E se i voti fossero proporzionali alla vita attesa?
Il risultato è quindi che il popolo dei “giovani perdenti” della Brexit sarà costretto a vivere mediamente più a lungo una decisione che non ha condiviso. Facciamo allora un gioco-provocazione: cosa sarebbe accaduto se ogni singolo elettore avesse potuto esprimere non un solo voto, ma tanti voti quanti sono i suoi anni di speranza di vita attesa? La situazione sarebbe stata rovesciata: gli ultrasessantacinquenni, che rappresentano il 24% della popolazione, avrebbero avuto solo l’8,2% del totale di anni di vita dei cittadini britannici con diritto di voto.
«Ciò avrebbe portato a conteggiare, alle condizioni di sopravvivenza del nostro tempo, un totale di 878 milioni di consensi (anni vita) per il popolo del “Remain” e 716 milioni per quello dei “Leave” - nota Blangiardo - : da una sconfitta con quattro punti percentuali di differenza, i primi sarebbe passati a una vittoria con un vantaggio per più di dieci».

Il peso politico della popolazione anziana
La provocazione serve solo ad ampliare una riflessione generale sulla popolazione ultrasessantacinquenne, che è pari al 24% del totale in Gran Bretagna e al 28% in Italia. «Sul piano strettamente demografico, l’esperienza della Brexit – sottolinea ancora il docente di demografia all’Università di Milano Bicocca - induce a prendere atto del fatto che l’invecchiamento della popolazione, tradizionalmente al centro del dibattito sugli scenari socioeconomici (pensioni e sanità più di ogni altro), è capace di lasciare il segno anche rispetto alle strategie politiche ai più alti livelli».

L’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE IN ITALIA E REGNO UNITO
Confronto tra classi di età espresse come % sul totale della popolazione negli anni 2004 e 2014 (Fonte: Eurostat)

Certo, l’età rappresenta solo uno dei fattori che possono aver condizionato il voto britannico: ci sono anche l’urbanizzazione, la localizzazione geografica, l’istruzione, l’esclusione sociale, e soprattutto l’interazione con le grandi problematiche del nostro tempo, dalla crisi economica all’immigrazione.
Ma la lezione della Brexit è che se la struttura per età si configura come variabile sempre più determinante anche nei processi che democraticamente segnano le scelte e gli orientamenti di un Paese, «allora l’invecchiamento demografico è destinato a consegnare il futuro in mano a chi – pur con un bagaglio fatto di saggezza ed esperienza – è naturalmente più portato a vivere nel presente o, al più, è incline a muoversi con un visione che si protrae nel breve periodo», conclude Blangiardo.

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