Mondo

Pikotaro: i piccoli segreti del nuovo fenomeno del web. E' la…

  • Abbonati
  • Accedi
pianeta giappone

Pikotaro: i piccoli segreti del nuovo fenomeno del web. E' la replica giapponese al successo globale di Psy

Pikotaro (Afp)
Pikotaro (Afp)

TOKYO - Pochi avrebbero immaginato che a replicare il clamoroso successo globale del coreano Psy con il suo Gangnam Style sarebbe stato un giapponese. Il nuovo fenomeno del web è Pikotaro, che con il video della sua canzoncina di 45 secondi Ppap (Pen-Pineapple-Apple-Pen) - condito da gestualità e danza e da un caratteristico abbigliamento leopardato, più occhiali e capelli un po' da Yakuza - è diventato “virale” sulla Rete, fino a entrare nel Guinness dei primati.

Si tratta infatti del motivetto più corto mai entrato nel Billboard Top 100 dei single americani (prima composizione giapponese in questa classifica da 26 anni, in quanto l'ultima fu di Seiko Matsuda nel 1990). Un tema copiato in tutto il mondo da decine di migliaia di individui, che replicano il tormentone di parole nonsense accoppiate a mosse di danza asessuate e lo postano su Internet.
Il video di Pikotaro fu pubblicato su YouTube in agosto e a farlo decollare sulla rete è stato Justin Bieber, che in un tweet del 28 settembre l'ha nominato come il suo preferito.

Pikotaro ha fatto una divertente comparsata al Foreign Correspondents' Club of Japan, in cui ha presentato per la prima volta una versione “allungata” a due minuti del tormentone. Ha detto che il video è costato l'equivalente di circa 900 euro (affitto dello studio compreso) e che ancora lui non ha visto alcun provento, tanto che continua in “lavori part-time”. In realtà, si appresta a girare il mondo, invitato un po' ovunque. Il paradosso è che è più famoso all'estero: a Tokyo sono i turisti stranieri a fermarlo per strada lanciando grida di entusiasmo, mentre i suoi connazionali reagiscono in modo molto più compassato.

Lui si è detto sorpreso della improvvisa popolarità mondiale e ha precisato di «non essere affatto un simbolo del Giappone o della cultura giapponese»: è solo se stesso. Ha anche spiegato perché la frase introduttiva della canzone è in un inglese un po' sgrammaticato: «I have a apple» e non «I have an apple», in quanto, se avesse scelto la seconda soluzione, ai giapponesi non sarebbe stato chiaro che si riferiva a una immaginaria mela. Per assonanza, «anapple» sarebbe suonata a orecchie nipponiche «un riferimento a Napoli».

Pikotaro afferma di non credere che il successo di Ppap possa durare molto: «Voglio comporre presto molte altre canzoncine divertenti». Ma come è nato il motivetto più famoso del momento? Pikotaro - e qui è difficile distinguere tra realtà e fantasia - ha detto che il processo creativo è stato semplice: si trovava a casa del suo produttore Daimao Kosaka (che è in realtà il suo proprio nome d'arte come comico: la sua identità è un open secret e il vero nome - pare - è Kazuhito Kosaka). Il “produttore” è originario di Aomori, una provincia settentrionale famosa per le mele. Sul tavolo c'erano degli ananas tagliati. E una penna. Così è nato il tormentone su penna, mela e ananas. Probabilmente, c'è da credere, anche come una bonaria presa in giro del modo in cui l'inglese viene insegnato nelle scuole giapponesi.

Quando al nome, lui ha detto che Pikotaro è proprio il suo, mentre il cognome deve restare segreto. Su un foglio distribuito ai giornalisti, c'era scritto che ha 53 anni (e non 43 come da Wikipedia): è nato il 17 luglio 1963 a Chiba. Gruppo sanguigno A.

© Riproduzione riservata