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Gentiloni: «No a un’Europa a due rigidità»

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Gentiloni: «No a un’Europa a due rigidità»

Angela Merkel  con Paolo Gentiloni  (Epa)
Angela Merkel con Paolo Gentiloni (Epa)

Consapevoli delle grosse difficoltà che l’Unione europea sta vivendo con il negoziato sulla Brexit, l’assenza di una vera crescita economica e la crisi dei migranti, Italia e Germania sono decise a mettere da parte incomprensioni occasionali - come il caso dieselgate-Fca - per lavorare insieme e fare del Consiglio europeo straordinario del 25 marzo a Roma (per la celebrazione dei 60 anni della firma dei Trattati europei) un’occasione di ripartenza per la costruzione europea, almeno su immigrazione e difesa comune.

Una leadership condivisa tra Roma e Berlino sui temi europei quella concordata ieri a Berlino dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni con la cancelliera tedesca, Angela Merkel in occasione del primo colloquio bilaterale tra i due che ha coinciso con la conferenza economica italo-tedesca presieduta sempre ieri dai ministri dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel e dal ministro italiano per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda e che ha visto la partecipazione dei presidenti della Confindustria italiana, Vincenzo Boccia e tedesca, Dieter Kempf. Ma una leadership a due anche sulle grandi sfide globali perché dal primo gennaio scorso l’Italia ha assunto la presidenza del G7 e la Germania ha quella del G20. «Lavoreremo insieme su una agenda comune del G7 e G20 – ha spiegato il premier italiano - occasioni importanti per cercare di ricostruire il valore della fiducia dei cittadini nei confronti dell’economia, delle nostre istituzioni, della democrazia».

Gentiloni e Merkel hanno passato in rassegna tutte le criticità dell’Europa e dell’attualità internazionale. Italia e Germania – ha osservato Gentiloni - intendono lavorare insieme pensando alle sfide che abbiamo davanti su crescita, lavoro, investimenti, migranti e difesa dei nostri principi». Ma soprattutto, secondo il premier italiano, «non possiamo dare la sensazione che in un mare in tempesta l’Ue si muova con un piccolo cabotaggio e adotti una sorta di flessibilità a corrente alternata: molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia sulle questioni fondamentali come la questione migratoria». In sostanza due rigidità a confronto: una per i conti pubblici e l’altra per l’assenza di solidarietà sui migranti. Il tema dell’immigrazione in tutte le sue implicazioni (responsabilità europea, modifica del regolamento di Dublino, accordi con i Paesi di origine, stabilizzazione della Libia) è stato oggetto di un approfondimento nei colloqui di ieri. Gentiloni ha illustrato alla Merkel le ultime linee d’azione del nuovo Governo italiano in tema di immigrazione che prevedono accordi con i Paesi di origine come Niger e la Libia e nuove regole sui rimpatri. Si è concordato che il tema debba essere oggetto di una riflessione comune oltre che nel Consiglio europeo di Malta del 3 febbraio anche a Roma il 25 marzo per la celebrazione della firma dei Trattati.

Una comunanza di intenti che non ha messo la sordina ai problemi degli ultimi giorni sulle emissioni di alcuni veicoli di Fiat-Chrysler. «Abbiamo avuto polemiche in questi giorni, una in particolare sulle emissioni di alcuni modelli di Fca – ha ammesso Gentiloni - io ho semplicemente ribadito alla Merkel in amicizia che queste sono questioni regolate dalle leggi che attribuiscono alle autorità nazionali i controlli e che c’è una commissione a livello europeo. Decidiamo per quello che ci riguarda e siamo certi che i tedeschi facciano lo stesso».

Nessun commento sul negoziato in corso tra Roma e Bruxelles e relativo a un eventuale sforamento del deficit strutturale del nostro Paese per oltre 3 miliardi. Le spese per il terremoto saranno scorporate dal Patto di stabilità ma l’Italia punta anche a far pesare le ingenti risorse messe in campo per l’accoglienza dei migranti. L’Italia, secondo Gentiloni, «non tornerà mai a essere un Paese fiscalmente irresponsabile. Quel tempo ormai è finito anche se ne paghiamo ancora alcune conseguenze». Gentiloni ha mostrato apprezzamento per il «prolungamento del Piano Juncker» che però «non è sufficiente». In merito alle proposte per il rilancio dell’economia, il presidente del consiglio ha fatto riferimento «al sussidio europeo di disoccupazione» proposto dal nostro ministro dell’Economia, aggiungendo che servono «maggiori risorse comuni che devono andare alla nostra infrastruttura più strategica: Università e ricerca». Quanto alle banche l’ultimo decreto salvarisparmio ha «sbloccato la situazione» e «continueremo a seguire l’evoluzione della situazione in coordinamento con le competenti autorità europee».

Gentiloni e Merkel hanno anche condiviso le stesse valutazioni sulla Brexit. Per Gentiloni «l’ultimo discorso di Theresa May ha riempito di contenuti quello che era un titolo fino ad ora». L’Ue è pronta a discutere «con atteggiamento di solidarietà e amicizia per il Regno Unito». Gentiloni ha anche fatto gli auguri al nuovo presidente americano che si insedierà domani Donald Trump. «Tutti noi dobbiamo capire come collaborare nel modo migliore con la nuova amministrazione americana – ha affermato il premier italiano - la collaborazione con gli Usa è fondamentale, ma i nostri principi sono altrettanto fondamentali».

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