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Cina obiettivo Pil centrato: +6,7%. Ma il debito corporate…

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il gigante asiatico

Cina obiettivo Pil centrato: +6,7%. Ma il debito corporate schizza al 169%

Foto Afp
Foto Afp

Corrispondente da Pechino - La Cina si presenta idealmente all'investitura del 45esimo presidente degli Usa, Donald Trump, con i conti in ordine. Si chiude infatti con una crescita del 6,7%, come largamente anticipato dalla National development and reform commission qualche settimana fa, un 2016 all'insegna dichiarata del New normal. Ning Jizhe, a capo dell'Ufficio di statistica cinese ha ribadito nella conferenza di inizio anno la buona performance del Pil cinese nell'ultimo scorcio del 2016 (+6,8%) , un dato utile a garantire l'obiettivo fissato. Ricordiamo che il 6,5% era stato definito come una sorta di linea del Piave. Pericolo scampato, dunque, mentre l'attenzione è già rivolta all'obiettivo del 2017, ancora ignoto, mentre a consuntivo del 2015 la percentuale era stata del 6,9%.

Di fatto, la Cina dimostra ormai di accettare il declino del Pil come un dato di fatto, in effetti, tecnicamente, si tratta del valore più basso dal 1990. Molto si sta discutendo e Ning Jizhe lo ha ribadito sulla composizione del Pil, anche perché quello cinese non include, ad esempio, la spesa per Ricerca & Sviluppo che pure sta crescendo.

A un calo dei consumi, invece, fa da contraltare la spesa per grandi progetti infrastrutturali, in crescita, il che porta Ning Jizhe a non demonizzare la pur evidente crescita del debito corporate, a 169% sul Pil. L'intervento dello Stato in questo campo porta con sé inevitabili rischi, se per un verso la maggior spesa in infrastrutture porta all'aumento delle prospettive di crescita – il Fondo monetario ha regalato uno 0,30% nell'outlook 2017 a 6,5 nel 2017 – è proprio lì che si annidano i problemi maggiori della seconda economia mondiale.

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