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Takayama Ukon: il samurai beato. Cerimonia a Osaka

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Takayama Ukon

Takayama Ukon: il samurai beato. Cerimonia a Osaka

La cerimonia di beatificazione del Samurai Ukon Takayama (Afp)
La cerimonia di beatificazione del Samurai Ukon Takayama (Afp)

TOKYO - Per la prima volta un samurai diventa beato: con una messa di quasi tre ore a Osaka, presieduta dal cardinale Angelo Amato e concelebrata da una trentina di vescovi, e' avvenuta la cerimonia di beatificazione di Takayama Ukon (1552-1615), grande guerriero del tardo ‘500 e grande feudatario, che rinuncio' a tutti gli onori terreni per non abbandonare alla fede cristiana dopo l'avvio delle persecuzioni. Mori' in esilio a Manila, dove e' ancora oggi molto considerato: la sua vicenda umana e la sua fine sono state equiparate a un martirio.

Presenti oltre 10mila fedeli nella Osakajo Hall, all'ombra del grande castello fatto costruire proprio da Hideyoshi, il “kampaku” (non shogun: lo fu il suo successore Tokugawa Ieyasu) che diede avvio alle persecuzioni del cristianesimo, ma che stimo' sempre Takayama Ukon per le sue virtu' guerriere.

Per la prima volta un samurai diventa beato

Il cardinale Amato ha letto la lettera apostolica del Papa, che recita: “Noi, accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Petrus Takeo Okada, Arcivescovo di Tokyo, di molti altri Fratelli nell'Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la Nostra Apostolica Autorita' concediamo che iI Venerabile Servo di Dio Justo Takayama Ukon, cristiano laico e martire, sostenitore e protettore dei missionari, testimone del Signore crocifisso fino alla morte, d'ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa, nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni annoil 3 febbraio, giorno della sua nascita in cielo. Nel nome del Padre, del Figlio e della Spirito Santo.Amen. Dato a Roma, il sette febbraio 2017, quarto del Nostro Pontificato. Papa Francesco”.

Gia' poco dopo la morte di TaKayama Ukon era stata avviata in via preliminare una causa per la sua canonizzazione dal gesuita spagnolo Pedro Morejon, ma non pote' avere corso per l'impossibilita' di accedere ad alcuna documentazione in Giappone (che si chiuse ermeticamente al mondo esterno per due secoli e mezzo). Dalla meta' degli anni ‘60 del secolo scorso comincio' a essere riproposta. In seguito fu cambiata la richiesta di status da “confessore“ a “martire” (quest'ultimo non richiede necessariamente il compimento di un miracolo). E le procedure furono completate l'anno scorso, a 400 anni esatti dalla sua morte.

Dopo il film ‘Silence” di Martin Scorsese, si e' ravvivato l'interesse per le vicende storiche del cristianesimo in Giappone. E il governo giapponese ha deciso di riproporre siti e chiese cristiane (nelle province di Nagasaki e Kumamoto) di fine Ottocento-inizi Novecento – appena dopo che il cristianesimo fu riammesso - per il riconoscimento Unesco come Patrimonio dell'Umanita'.

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