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DATI AIE

Le emissioni globali di CO2 non crescono più (anche grazie agli Usa)

Il museo Paul-Emile Victor a Premanon, in Francia (Afp)
Il museo Paul-Emile Victor a Premanon, in Francia (Afp)

Buone notizie per il nostro pianeta, anche se la strada per combattere i cambiamenti climatici è ancora lunga. Le emissioni globali di anidride carbonica (CO2) da produzione di energia sono rimaste stabili nel 2016 per il terzo anno consecutivo, nonostante la crescita dell'economia globale. Lo riferisce l'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie). Le emissioni globali dal settore energetico l'anno scorso sono rimaste stabili a 32,1 gigatonnellate, le stesse dei due anni precedenti, un risultato incoraggiante perché è coinciso con un anno di crescita del 3,1% dell’economia mondiale.

LO STOP ALLA CRESCITA DELLE EMISSIONI
Emissioni mondiali di anidride carbonica in gigatonnellate (Fonte: International Energy Agency)

Le emissioni di CO2 secondo l'Aie sono scese negli Stati Uniti e in Cina, i due maggiori consumatori di energia e produttori di gas serra, e sono rimaste costanti in Europa, compensando gli aumenti nella maggior parte del resto del mondo. «Questo è stato il risultato di una crescente produzione di energia da fonti rinnovabili - scrive l'agenzia - del passaggio dal carbone al gas naturale, di miglioramenti nell'efficienza energetica e di cambiamenti strutturali nell'economia globale».

Progressi ma non basta
Fin qui le buone notizie. Ma non basta perché l’anidride carbonica resta sospesa a lungo nell’atmosfera e dunque i suoi effetti sul riscaldamento climatico continuano a sentirsi per anni. Servirebbe dunque un drastico calo delle emissioni per raggiungere con certezza l’obiettivo di un aumento delle temperature ben al di sotto dei 2 gradi centigradi stabilito dall’accordo di Parigi sul clima firmato nel dicembre 2015 ed entrato in vigore nel novembre scorso.

Bene gli Usa ma con Trump...
Molto incoraggiante la riduzione del 3% negli Stati Uniti, che ha riportato il livello di emissioni degli Usa al livello del 1992. Dietro questa inversione di marcia c’è il crescente utilizzo del gas naturale - legato al boom dello shale - che nel 2016 per la prima volta ha superato il carbone come fonte di produzione di energia elettrica. Resta tutto da capire l’impatto che la nuova amministrazione Trump avrà sulle emissioni americane: il neo-presidente ha presentato un budget che taglia drasticamente i fondi per l’Agenzia di protezione dell’Ambiente (Epa) e promesso di ritirare gran parte dei limiti imposti da Obama alle case automobilistiche.

La Cina inquina meno
Più contenuta (-1%) ma altrettanto significativa la riduzione in Cina, dove il Pil è cresciuto del 6,7 per cento. Il governo cinese è impegnato in un grande sforzo di riconversione dell’economia dal carbone al nucleare - nel 2016 sono stati attivati sette nuovi reattori - gas e fonti rinnovabili come fotovoltaico ed eolico.

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