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Prometeia: il Pil accelera. Ma in 10 anni di crisi Spagna batte Italia

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rapporto di previsione marzo

Prometeia: il Pil accelera. Ma in 10 anni di crisi Spagna batte Italia

Marka
Marka

«Nonostante i rischi è tempo di ripresa». Lo sostiene Prometeia - società di consulenza e ricerca economica, con oltre 700 professionisti in cinque Paesi nel mondo - nel suo rapporto di previsione di marzo. Rivisto al rialzo, quindi, il dato sulla crescita globale, con l’asticella a +3,3% nel 2018 da +2,8% del 2016. Intanto, sostiene l’istituto di ricerca, «le politiche monetarie ultra espansive degli ultimi anni volgono al termine». Anche se, per dire, non c’è da scommettere su una Fed troppo ansiosa: Prometeia prevede un solo rialzo dei tassi Usa (da 25 punti base) nel 2017.

La prudente incertezza della Federal Reserve
Le dichiarazioni da Washington sono contrastanti e oscillano fra uno e due ritocchi all’insù, dopo quello del 15 marzo scorso. Proprio oggi William Dudley, influente numero uno della Federal Reserve di New York, ha detto che altri due rialzi dei tassi nel 2017 «sembrano ragionevoli». «Non c'è motivo di affrettarsi» e va bene alzare «un po’ ma non troppo», hanno replicato Neel Kashkari, presidente della Fed di Minneapolis e James Bullard, della sede di St. Louis. Tre, infine, i rialzi da 25 punti base attesi nel 2018.

In Europa lenta chiusura dei rubinetti
Non sarà un tapering frenetico quello della banca centrale dell’eurozona. Il rischio deflazione si è allontanato, ma «la Bce - spiega Prometeia - ridurrà solo gradualmente l'acquisto mensile di titoli, fino a chiudere il QE nel maggio 2018».

L’Italia a 10 anni dall’inizio della crisi. Il Pil accelera
A fine 2016 il livello del Pil italiano era inferiore di oltre il 7% rispetto ai massimi raggiunti a inizio 2008, mentre in Spagna questa distanza si è ridotta a circa l'1%. Nell'eurozona, in Germania e in Francia il Pil è stato invece superiore rispettivamente del 2,4%, 7,8% e 4,5%. Nel 2016 la crescita italiana, se misurata in termini pro-capite, è stata più alta di quella di Stati Uniti, Francia e Germania. Una buona notizia, ma dovuta «a un lieve calo della popolazione italiana». In ogni caso Prometeia ha rivisto al rialzo la stima di crescita per l'Italia sia per il 2017 (+0,9% da +0,7%) sia per il 2018 (+0,9% da +0,8%).

Mercato del lavoro, i risultati sono solo in parte soddisfacenti: «A dieci anni dalla crisi è occupato lo stesso numero di persone, ma per meno ore, e non si è ridotto il divario Nord-Sud. Segnali positivi arrivano invece dall'offerta di lavoro femminile e degli over 55, dalla domanda di lavoro stabile e dal ri-orientamento dell'occupazione verso i servizi».

Euro nel 2017 e oltre: rischi e opportunità per l'Italia

I fattori di rischio internazionali
L’economia globale attraversa, comunque, una fase di turbolenze. Nel 2018 la Cina potrebbe tornare ad essere fonte di volatilità. Ad ora la tenuta dell'economia di Pechino (Pil 2017 a +6,5%, in calo dal 6,7 del 2016 e dal 6,9 del 2015) «rassicura i mercati internazionali, ma è probabilmente (e non sarebbe certo una novità, ndr) pilotata dalle autorità in attesa del Congresso del Partito Comunista di novembre, che disegnerà la mappa di potere per i prossimi cinque anni.»

Infine, conclude il report di Prometeia, «l'esuberanza dei mercati successiva all'elezione di Trump si sta ridimensionando» e cominciano ad affiorare timori che le aspettative possano essere deluse. Ecco perché è stata rivista al ribasso di due decimi la stima di crescita degli Stati Uniti sia per il 2017 sia per il 2018 (rispettivamente a +2,2% e +2,7%).

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