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San Pietroburgo, 14 le vittime. L’autore un 22enne di origine…

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attacco in metro

San Pietroburgo, 14 le vittime. L’autore un 22enne di origine kirghiza

Foto Space24
Foto Space24

Il giorno dopo l’attentato a San Pietroburgo, il responsabile della strage che ha ucciso 14 persone ha un nome: Akbarzhon Jalilov, di 22 anni, un cittadino russo dal 2011, di origine kirghiza. Secondo l’agenzia Tass, era legato ai radicali islamici in guerra contro Damasco e contro Mosca. Dettaglio che, se confermato, accrediterebbe l’ipotesi di una possibile vendetta per l’intervento di Vladimir Putin in Siria a fianco di Bashar Assad, come del resto l’Isis ha più volte minacciato: «Bruceremo la Russia». Finora, lo Stato Islamico non aveva mai colpito in una grande città russa.

Secondo le agenzie russe il giovane avrebbe portato con sé la bomba, in uno zaino o tenendola in mano. Oltre alle 14 persone uccise (quasi tutti giovanissimi, nati dopo il 1990) si contano quasi 50 feriti. Lunedì sera il presidente Vladimir Putin ha reso loro omaggio: ha posato un grande mazzo di rose rosse accanto alla montagna di fiori e ai lumini raccolti vicino alla stazione del metrò colpita, nel centro di Pietroburgo. Il portavoce del presidente, Dmitrij Peskov, ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’attentatore ha colpito proprio in un giorno in cui Putin si trovava in città. Questo, ha detto Peskov, «induce a riflettere. È un fattore che i servizi speciali devono analizzare. Ogni attentato terroristico lancia una sfida a ogni russo, compreso il capo dello Stato».

Dal Kirghizstan, i servizi di sicurezza locali confermano la possibilità che il responsabile sia la persona indicata, originario di Osh dove sarebbe nato nel 1995. Secondo il Comitato investigativo, che si rifà alle tracce rinvenute dagli esperti forensici e alle immagini delle telecamere di sorveglianza, Jalilov avrebbe fatto tutto da solo: avrebbe prima collocato nella stazione Ploshad’ Vosstania la bomba che verrà in seguito disinnescata, per poi portare personalmente il secondo ordigno a bordo del treno della linea blu del metrò, riuscendo a farsi esplodere tra le stazioni Sennaja e Technologhiceskij Institut.

Lunedì, poche ore dopo l’attentato, i media avevano diffuso l’immagine di un uomo ritenuto il terrorista, originario della Bashkiria. L’uomo, presentatosi spontaneamente alla polizia, avrebbe convinto gli inquirenti di essere totalmente estraneo alla vicenda.

Gli inquirenti intanto esaltano il comportamento del macchinista alla guida del treno: l’esplosione è avvenuta mentre era in transito tra le stazioni Sennaja e Technologhiceskij Institut, ma il treno ha continuato fino alla stazione senza fermarsi, contribuendo probabilmente a ridurre il numero delle vittime.

Nella notte di lunedì, Putin ha parlato per telefono con Donald Trump, che ha assicurato il sostegno degli Stati Uniti nella risposta all’attacco. L’impegno nella lotta al terrorismo potrebbe ancora una volta rivelarsi una leva per avvicinare i due Paesi.

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