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Poujade, il padre del populismo francese

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Europa

Poujade, il padre del populismo francese

  • –Attilio Geroni

Il cartolaio di Saint Cr. Sembra il titolo di un romanzo di Simenon, ma la storia vera di uno dei padri spirituali del moderno populismo europeo, Pierre Poujade. Fu lui ad avviare nel 1953, in questo paese di origine medievale nella valle del Lot, Sud-Ovest della Francia, zona ad alta intensit di siti Unesco e produzione di fois gras, un movimento di protesta che tre anni pi tardi avrebbe portato all’Assemblea Nazionale 52 parlamentari e tra questi un certo Jean-Marie Le Pen. L’avanzata recente del Front National e la possibilit che Marine Le Pen possa diventare presidente della Repubblica hanno reso nuovamente d’attualit le gesta e le parole di un personaggio che sarebbe caduto nel dimenticatoio se non gli fosse sopravvissuto il termine stesso di poujadismo. Il suo slogan sortez les sortant, che pi o meno significa mandiamo via quelli al potere, quanto di pi vicino allo spirito del nuovo FN e alla sua promessa elettorale di buttare fuori a calci chi sta al potere.

A innescare la protesta fu una serie di controlli a tappeto degli ispettori fiscali di Parigi che indispett parecchio commercianti e artigiani di Saint Cr, gi esasperati dalla riduzione dei margini e spaventati dalle prime aperture ai prodotti dei mercati esteri. Pierre Poujade, grande oratore, interessato alla politica e con precedenti frequentazioni nel proto-fascista Partito popolare francese di Jacques Doriot e nel movimento giovanile del maresciallo Ptain, divenne subito il naturale capo-popolo di quel movimento, ribattezzato Unione per la difesa dei commercianti e degli artigiani, e il difensore dell’interesse corporativo della piccola borghesia provinciale. Il momento era propizio per la nascita di una simile forza politica: la IV Repubblica era debole e la Francia stava smantellando nelle polemiche e nel malcontento generale il suo impero coloniale, prima con l’Indocina e poi con l’Algeria. Poujade e i suoi ironizzavano contro il presidente Pierre Mends France, ebreo, sostenuto anche dal Partito comunista, perch invece di bere vino beveva latte. In due anni, l’Unione di Poujade contava gi mezzo milioni di iscritti e in uno storico comizio a Parigi, alla Porte de Versailles, era riuscita a mobilitare oltre 100mila persone.

Ci sono molti paralleli con il Front National, anche con quello di Marine Le Pen – sostiene Jim Shields, professore alla britannica Aston University, storico della Francia e studioso del poujadismo -. Il primo tratto comune riguarda proprio il populismo, la capacit di mobilitare la gente rinviando agli opposti: deboli contro forti, lavoratori onesti contro corrotti, intellettuali contro gente semplice, la provincia contro la capitale, la nazione contro gli stranieri. Secondo, l’enfasi sul rifiuto: dell’establishment, del politicamente corretto, degli intellettuali, di un fantomatico sistema. Infine, dipingere il Paese come sottoposto a minacce mortali per la sua stessa sopravvivenza. Con il Fronte sono la globalizzazione, l’Europa, la moneta unica, la Nato; per il poujadismo erano il “no” alla modernizzazione dell’economia, all’arrivo della grande distrubizione di stampo americano; il declino nazionale con le due guerre coloniali in Indocina e Algeria.

Le differenze principali? Nella loro base elettorale. Poujade non riusc mai a mobilitare la classe operaia, come da tempo, invece, riesce al Front National di Marine Le Pen. E poi nella volont di governare. Il cartolaio di Saint Cr era un oppositore di professione, un protestatario relativamente poco interessato alla gestione del potere. La sua avventura fin nel 1958 con il ritorno di De Gaulle e la nascita della V Repubblica, che risposero pienamente al desiderio di sovranismo della Francia di quegli anni. Il suo grande rammarico fu quello di aver dato spazio e fiducia a Jean-Marie Le Pen: L’errore pi grave della mia vita stato quello di avergli creduto, sono pentito in qualche modo di essere stato il suo mntore, avrebbe ricordato fino al giorno della sua morte, nel 2003, dimenticato da tutti o quasi dopo essersi dedicato per decenni a esperimenti sull’estrazione di biocarburante dai topinambour e aver votato per Mitterrand e Chirac. La figlia Marie-Paule Pons-Poujade lo ricorda cos: Pap non avrebbe mai votato Front National, nemmeno quello di Marine Le Pen, frutto dello stesso albero. Non amava gli estremi. Credo che oggi avrebbe scelto Franois Fillon.

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