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Brexit, Ue e Londra stringono i tempi: lunedì via ai negoziati

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NOTA CONGIUNTA

Brexit, Ue e Londra stringono i tempi: lunedì via ai negoziati

  • – di Redazione Online
Il ministro della Brexit, David Davis
Il ministro della Brexit, David Davis

Si terrà lunedì 19 giugno il primo round negoziale tra Ue e Gran Bretagna per la Brexit. Lo hanno reso noto il dipartimento britannico per l'uscita dalla Ue e la Commissione europea con una nota congiunta: «Il capo negoziatore della Commissione, Michel Barnier, ed il segretario di stato per l'uscita dall'Unione Europea, David Davis, hanno concordato oggi di lanciare lunedì 19 giugno il negoziato per l'Articolo 50”.

Iniziare a testa alta un negoziato sempre più incerto. Cercare di non inimicarsi la controparte mantenendo il punto. Soprattutto dare una forma a una Brexit più morbida così come chiesto a Theresa May da alcuni dei suoi ministri e dalla maggioranza che deve appoggiarla. Sembrano questi i motivi della dote che David Davis, ministro britannico della Brexit, porterà lunedì a Bruxelles: un’offerta «molto generosa» ai 3 milioni di europei che vivono in Gran Bretagna, annunciano funzionari governativi citati dal Financial Times.

Cosa vuol dire essere «molto generosi» con cittadini che finora hanno vissuto da comunitari nel Regno? Saranno loro garantitti gli stessi diritti di cui godono adesso, «saranno trattati come lo sono stati finora». Certo una buona offerta se, come sembra, si vuole ora alleggerire l’uscita del Regno dall’Ue e in particolare dall’unione doganale e dal mercato unico.

Sembrerebbe un cambio di atteggiamento visto che in questi mesi la burocrazia britannica è stata accusata di rallentare le richieste di permanent residence - che permette di vivere e lavorare nel Regno Unito per sempre - che hanno prevedibilmente registrato un incremento dopo la vittoria al referendum per Brexit del giugno 2016. È invece un modo del governo britannico - la promessa di essere generosi con gli europei - di far cadere la richiesta di Bruxelles a tutela dei cittadini europei in Uk che manterrebbero la possibilità di far valere i propri diritti in Gran Bretagna davanti alla Corte di giustizia europea, possibilità che il governo di Londra considera «una linea rossa» non ritenendola accettabile.

Da parte sua, Michel Barnier, caponegoziatore per la Commissione europea, osserva: «Non so se sia generoso preservare persone e famiglie preoccupate», riferendosi al fatto che gli europei che acquistano la permanent residence nel Regno Unito perderebbero i diritti degli altri cittadini comunitari.

Non è ancora chiaro se il piano May per Brexit sia confermato o subirà variazioni visto il nuovo clima politico. Alcuni sostengono che la premier non riuscirà a far passare la linea già fissata con un parlamento “appeso” e un governo possibile solo grazie all’alleanza con gli unionisti nordirlandesi.

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