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Tav, Parigi non si «sfila»: salvi 800 milioni Ue

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Europa

Tav, Parigi non si «sfila»: salvi 800 milioni Ue

  • –Filomena Greco

Sulla Torino Lione non si torna indietro. Questo il messaggio arrivato ieri durante la conferenza stampa del presidente francese Macron e del premier Gentiloni in conclusione del vertice Italia-Francia di Lione. «Siamo impegnati perché il troncone transfrontaliero venga portato a buon fine» ribadisce Macron, e lo fa riferendosi agli accordi internazionali che hanno delineato costi e tempi di realizzazione della tratta internazionale della Torino-Lione, quella che collegherà Susa a Saint-Jean-de-Maurienne. «Sono stati presi degli impegni — ribadisce – sono stati decisi dei finanziamenti europei dunque vogliamo essere chiari sul nostro impegno per realizzare il tunnel di base». A questo però il presidente francese aggiunge un elemento nuovo: «Dobbiamo sviluppare questo progetto sul piano economico», da qui la scelta di creare un gruppo di lavoro congiunto che entro la fine dell’anno possa presentare una serie di proposte così da arrivare, nel primo trimestre del 2018, a precisare i termini futuri della galleria di base. Un tema ribadito dalle parole di Paolo Gentiloni che parla di un rafforzamento dell’importanza strategica della linea Torino-Lione: «Il gruppo di lavoro lavorerà per migliorare la competitività di questa infrastruttura a livello europeo».

Il tema dunque è tutto economico, per la Francia la realizzazione della tratta internazionale della Torino-Lione significa costi per circa due miliardi di euro. A tanto ammonta, sugli 8,6 mld totali, la parte in capo ai francesi. L’ipotesi a cui si dovrebbe lavorare nei prossimi mesi è quella di una possibile copertura del costo dell’infrastruttura, nella quota a carico della Francia, attraverso i meccanismi dell’Eurovignette, attraverso dunque una quota a carico dei pedaggi autostradali per i mezzi pesanti. Il secondo filone di lavoro consisterà nell’applicazione su territorio francese della organizzazione dei cantieri per lotti funzionali.

Le parole di Macron sulla Torino-Lione erano molto attese all’indomani della «pausa di riflessione» annunciata dal ministro francese dei Trasporti, Elisabeth Borne, l’estate scorsa. Dunque sulla Torino-Lione si prosegue ma sarà necessario un aggiustamento sul fronte della sostenibilità economica dell’opera e sui meccanismi di finanziamento. Il passaggio politico di ieri però ribadisce l’impegno congiunto dei due Governi e sembra mettere in sicurezza le risorse finora destinate dall’Unione europea al collegamento: per le opere da realizzare entro il 2019, per un valore di 1,9 miliardi, l’Ue assicura il 40%, 813,8 milioni.

«Trovo interessante l’ipotesi di un gruppo di lavoro che possa esaminare in maniera condivisa gli aspetti operativi in cui siamo entrati per la realizzazione del tunnel di base tra Francia e Italia – sottolinea Mario Virano, direttore generale Telt – e in particolare la possibilità di utilizzare proventi di mercato per finanziare l’opera, sulla base del meccanismo dell’Eurovignette, segno che si sta andando in una direzione sempre più concresta e condivisibile».

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