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Voli negli Usa, scatta la stretta sulle regole. Ecco cosa cambia per i…

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controlli più rigidi

Voli negli Usa, scatta la stretta sulle regole. Ecco cosa cambia per i passeggeri

  • – di Redazione online
Aeroporto Jfk, New York (Marka)
Aeroporto Jfk, New York (Marka)

Orari più rigidi, controlli intensificati e interviste già al check in. Sono alcune delle nuove misure di sicurezza che scatteranno giovedì per i voli diretti negli Stati Uniti, in base alla stretta richiesta dall’amministrazione Trump “in cambio” della sospensione del cosiddetto electronic ban: il divieto di trasportare in cabina dispositivi elettronici più grandi di uno smartphone per i voli in arrivo da 10 scali in Medio Oriente e Africa settentrionale. Le norme sono state alleggerite già a luglio, ma Trump si era detto pronto a reimpostarle se gli aeroporti non avessero «aumentato la sicurezza». A quanto riporta la Reuters era stato fissato un periodo di 120 giorni per adeguarsi alle normative, con scadenza domani.

Cosa cambia, compagnia per compagnia
Le nuove regole riguarderanno 325mila passeggeri su 2mila linee commerciali, veicolate da 280 scali e 105 paesi. La Casa Bianca aveva chiesto un irrigidimento della sicurezza come condizione per recedere dai divieti fissati nel corso dell’anno. In realtà non è previsto un regolamento ex novo della Transportation Security Administration (Tsa), l’autorità americana che si occupa della sicurezza nei trasporti. Le nuove regole sono state decise dalle singole compagnie, anche se le modifiche sono abbastanza simili. Lufthansa comunica che intervisterà i passeggeri già al check in di partenza e chiederà ai clienti di fascia Economy di presentarsi in aeroporto 90 minuti prima. Anche Cathay Pacific chiederà informazioni ai passeggeri prima di salire a bordo e consiglierà di arrivare almeno tre ore prima del decollo, oltre a impedire il deposito automatico dei bagagli. Quanto alle associazioni di categoria, il giudizio è discorde. Alcuni player interpellati dai media internazionali hanno commentato positivamente la «flessibilità» lasciata dal governo per l’adeguamento normativo, ma c’è chi tem che la stretta possa «aggiungere complessità» alle procedure di viaggio.

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