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Cambio al vertice della Bri, dopo Caruana arriva il messicano Carstens

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La banca delle banche centrali

Cambio al vertice della Bri, dopo Caruana arriva il messicano Carstens

Reuters
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Cambio al vertice della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri) anche nota come Bank for International Settlements, Bis in inglese, ma meglio conosciuta, nonostante la tenuta di un profilo bassissimo, come la “banca delle banche centrali”.

Agustin Carstens, ex capo della banca centrale messicana, succederà oggi a Jaime Caruana come direttore generale della Bri. Carstens, primo banchiere di un paese emergente a prendere questo ruolo di enorme potere, assumerà la guida di un’istituzione finanziaria che si distingue, in un’epoca di crescente disillusione verso le élite, come un bastione della tecnocrazia globale.

Il quartier generale della Bri a Basilea, alto 70 metri, funge da sede del “club” per i banchieri centrali e i regolatori finanziari del mondo. Personaggi del calibro di Mario Draghi, Janet Yellen e Mark Carney hanno tenuto abitualmente incontri riservati con i colleghi di tutto il mondo.

«Forse, se non esistesse, non lo inventerei ora, ma oggi ha un ruolo importante nel mondo bancario centrale», ha affermato Charlie Bean, ex vice governatore della Banca d’Inghilterra che è stato coautore l’anno scorso di un rapporto sulla ricerca della Bri. «È la colla che aiuta a mantenere unita la confraternita dei banchieri centrali».

Ciò non ha impedito alla Bri, che è di proprietà delle banche centrali ed è stata fondata nel 1930, di sfidare l'ortodossia economica dei suoi stessi membri. Nel 2003, William White, allora consulente economico, e il collega italiano Claudio Borio, oggi capo del Dipartimento monetario ed economico, suggerirono (inascoltati) un inasprimento della politica monetaria preventiva per evitare pericolose bolle speculative, una visione in controtendenza con il mood dell’epoca ma che aveva previsto, come Nouriel Roubini, la devastante crisi finanziaria dei mutui subprime.

Allarme rilanciato anche nell’ultimo rapporto trimestrale della Bri quando parlò il 17 settembre di borse a rischio “bolla”, imprese “zombie” e debito globale occultato dai derivati. Un quadro denso di rischi, sebbene compensato da una ripresa sostenuta, profitti robusti e dall’espansione monetaria più forte nella storia. Con le banche centrali intenzionate a cambiare direzione ma con juicio, come auspicato ieri da Caruana nel suo ultimo messaggio da direttore generale.

«Penso che sia interessante vedere come l’istituzione verrà gestita da un leader proveniente da un’economia emergente - dice al Sole 24 ore Guntram Wolff, direttore del think tank Bruegel di Bruxelles - Questo dimostra come i pesi nell’economia globale si stiano spostando ed è opportuno vedere una rappresentazione di questi cambiamenti nelle organizzazioni internazionali».

«Il cambio al vertice potrebbe diventare importante. Caruana ha permesso allo staff (il Responsabile del dipartimento monetario Claudio Borio) di continuare la loro critica all'approccio standard delle banche centrali - dice al Sole 24 ore Daniel Gros, prsidente del Ceps di Bruxelles e pronfondo conoscitore dei meccanismi finanziaria internazionali - Gli studi della Bri si sono dimostrati scettici verso “l'inflation targeting” e l'urgenza di raggiungere un tasso di inflazione vicino al 2 per cento». «Per Borio é molto più importante il ciclo finanziario ed il pericolo di crisi finanziarie indotte dal 'denaro a buon mercato'. Carstens invece é considerato nell’ambiente un banchiere centrale “standard” e potrebbe non condividere l'analisi di Borio (e dei suoi colleghi)», ha concluso Gros prevedendo quindi possibili frizioni nel cambio al vertice.

Altri commentatori invece vedono nella nomina uno scivolamento di equilibrio a favore degli Stati Uniti a discapito dell’Europa. Non resta che attendere i primi passi per vedere chi avra visto giusto.

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