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Puigdemont a Copenaghen. Il Tribunale: «No all’arresto»

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LA PROCURA AVEVA RICHIESTO MANDATO EUROPEO

Puigdemont a Copenaghen. Il Tribunale: «No all’arresto»

Puigdemont arriva in Danimarca (Epa)
Puigdemont arriva in Danimarca (Epa)

Il gip del Tribunale Supremo di Madrid Pablo Llarena ha respinto la richiesta della procura di firmare un nuovo mandato di arresto europeo contro Carles
Puigdemont , giunto oggi in Danimarca dal Belgio per partecipare ad una conferenza sulla Catalogna. L'euro-ordine precedente era stato ritirato in dicembre per il rischio che il Belgio negasse l'estradizione di Puigdemont.

Nel motivare la sua decisione Llarena sostiene fra l'altro che Puigdemont, viaggiando in Danimarca, con una «strategia anticostituzionale», non ha altro fine che «ricercare la detenzione» per agevolare la sua investitura a distanza da parte del Parlament catalano. Il Gip del Tribunale supremo spagnolo ritiene più opportuno emettere un nuovo mandato di arresto più tardi.

Il gip: è una strategia di Puigdemont, agiremo più avanti
Secondo Llarena, «davanti alla impossibilità legale di optare per una investitura non presenziale davanti al parlamento» Puigdemont punterebbe sulla «provocazione di una detenzione all'estero» per poter affermare che «è la conseguenza di una situazione che gli viene imposta». Llarena, che guida l'inchiesta sulla strategia del governo indipendentista di portare avanti pacificamente il progetto politico dell'indipendenza, ha negato finora la libertà provvisoria al vicepresidente uscente Oriol Junqueras e a due altri neo-deputati secessionisti. Tutto l'ex-governo catalano e diversi responsabili politici sono accusati di «ribellione» e «sedizione» e rischiano fino a 30 anni di carcere.

Puigdemont per la prima volta fuori dal Belgio dopo 80 giorni
Quella di Copeneghen è la prima “trasferta” internazionale del leader catalano dopo oltre 80 giorni a Bruxelles. L’Università di Copenhagen ha annunciato venerdì che l’ex presidente della Generalitat avrebbe partecipato oggi a una conferenza in programma al dipartimento di scienze politiche dell’ateneo, dal titolo «Catalogna ed Europa a un bivio per la democrazia?».

Raggiunte dalle agenzie di stampa internazionali, le autorità danesi non hanno voluto fornire commenti. Nel frattempo il presidente del parlamento catalano, Roger Torrent, ha annunciato che presenterà proprio il nome di Carles Puigdemont come candidato presidente della regione per la plenaria di investitura programmata a fine mese. Quello di Puigdemont, appoggiato dal fronte indipendentista, è il solo nome emerso dal giro di consultazioni con i gruppi politici degli ultimi giorni. La sessione di investitura del nuovo presidente catalano è prevista entro il 31 gennaio.

Il ministro frena: spetta a giudici intervenire
Prima della decisione del gip, il governo spagnolo aveva già deciso di defilarsi dalla scelta. Il ministro spagnolo degli esteri, Alfonso Maria Dastis Quecedo, ha affermato da Bruxelles che il caso «riguarda la magistratura» ed è meglio mantenersi prudenti. Puigdemont, ha aggiunto il ministro, «è soggetto a un provvedimento d'arresto in Spagna, c'è la libera circolazione nell'Ue, però vedremo, preferisco non pronunciarmi, è piuttosto una questione che competete ai giudici» che «devono valutare e decidere». Puigdemont è volato in Belgio in autunno, dopo che il governo catalano aveva approvato una dichiarazione unilaterale di indipendenza dalla Spagna lo scorso 27 ottobre. La proclamazione è stata giudicata illegale dalle autorità spagnole e ha portato al commissariamento di fatto della regione, dopo l’attivazione del cosiddetto articolo 155 della carta costituzionale. Lo stesso legale del leader catalano, Jaume Alonso-Cuevillas, ha ammesso che i rischi di un arresto del suo cliente sono «abbastanza alti», anche se pensa che le autorità danesi si rifiuteranno di eseguire la cattura.

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