Mondo

Svolta in Germania: possibile vietare le auto diesel in città

  • Abbonati
  • Accedi
SENTENZA DELla corte amministrativa federale

Svolta in Germania: possibile vietare le auto diesel in città

Svolta in Germania sui divieti di ingresso alle auto diesel nei centri urbani più inquinati al fine di migliorare la qualità dell’aria. Il tribunale amministrativo federale di Lipsia ha stabilito che le città tedesche hanno il potere di ricorrere alla misura del divieto di circolazione anche per i motori Euro4 ed Euro5, di fatto disapplicando la normativa quadro federale che restringe l’accesso soltanto fino agli Euro3. Le autorità dei Land si erano rivolte al tribunale federale contestando che le municipalità avessero il potere di intervenire autonomamente: nei mesi scorsi, infatti, le corti di primo grado di Stoccarda e Düsseldorf, su ricorso di associazioni ambientaliste, avevano chiesto alle autorità cittadine di introdurre divieti di circolazione come unica misura efficace a contenere le emissioni di ossido di azoto. Dando tempo, a Stoccarda, fino al gennaio 2018.

I magistrati amministrativi hanno stabilito che lo stop alla circolazione di tutti i diesel esclusi i più nuovi Euro6 è l’unico modo di per garantire il rispetto dei limiti imposti dalla normativa europea. Sia a Stoccarda che a Düsseldorf le sentenze erano però state impugnate davanti al tribunale federale. E oggi la più alta istanza amministrativa tedesca ha sostenuto le decisioni di primo grado. «È un risultato estremamente importante per la Germania che potrà avere ripercussioni anche in altre città europee costituendo un modello di azione per la tutela della salute dei cittadini» commenta Ugo Taddei, avvocato dell’associazione ambientalista ClientEarth che ha promosso le azioni legali insieme a Deutsche Umwelthilfe. Taddei, italiano, è responsabile del progetto qualità dell’aria di ClientEarth e parla di un possibile «effetto domino» immediato, almeno in Germania. «Imporre restrizioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti è il modo più veloce ed efficace di proteggere la salute» sostiene. Il tribunale di Lipsia, spiega il legale, ha detto che nelle città di Stoccarda e Düsseldorf il divieto per gli Euro4 potrà scattare da subito mentre per gli Euro5 si dovrà attendere fino a settembre 2019.

«Il Governo federale di Angela Merkel - aggiunge Taddei - non ha aggiornato la normativa quadro federale che prevede divieti fino a motori Euro3 (al fine di contenere le polveri sottili) e anche in campagna elettorale la cancelliera ha detto che non avrebbe fermato la circolazione delle auto diesel. Adesso però il Governo dovrà intervenire». Con questa sentenza, infatti, si apre la strada ai divieti di circolazione ordinati dalle corti alle autorità cittadine.

Il futuro dell’auto diesel sarà uno dei principali problemi di politica industriale che dovrà essere affrontato dal prossimo Governo di Grande Coalizione, sempre che veda la luce grazie all’approvazione della base dell’Spd (il risultato del referendum verrà reso noto domenica). La piena è montata da quando nel 2015 è esploso il «Dieselgate», lo scandalo delle emissioni truccate delle auto di Volkswagen. I motori alimentati a gasolio sono finiti nel mirino in tutta Europa. La lobby ambientalista ha così avviato una serie di azioni legali in molte città tedesche. «In Germania sono in corso cause in 19 municipalità - ricapitola Taddei - e l’anno scorso sono state 70 le città che hanno superato i limiti medi annui di ossido di azoto stabiliti dalla direttiva sulla qualità dell’aria».

Nel Paese sono circa 15 milioni i motori diesel Euro4 ed Euro5 ai quali presto potrebbe essere vietato entrare nelle città che adotteranno divieti in seguito ai ricorsi ai giudici. Solo 2,7 milioni di auto sono invece dotate della tecnologia Euro6, quella di ultima generazione, esclusa dal divieto secondo quando stabilito dal Tribunale di Lipsia. L’industria dell’auto è fondamentale per l’economia della Germania: oltre a dare lavoro a 800mila persone, garantisce la metà del colossale surplus commerciale (in totale 253 miliardi di euro).

© Riproduzione riservata