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La Grecia diventa terra d’esilio per i turchi in fuga da Erdogan

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profughi in aumento

La Grecia diventa terra d’esilio per i turchi in fuga da Erdogan

(Afp)
(Afp)

La piccola e indomita Atene, terra di bimillenaria democrazia, torna a sfidare il potente autoritarismo asiatico? Sebbene in ginocchio per la drammatica crisi economica da cui sta faticosamente uscendo, la Grecia non si piega. Non siamo alle riedizioni delle invasioni persiane di Serse e alle Termopili del re spartano Leonida ma una ventina di cittadini turchi, tra cui donne e bambini, hanno fatto richiesta di asilo in Grecia dopo essere fuggiti dalla Turchia con un piccolo natante diretto verso un’isola nel Mar Egeo mescolati ai profughi in fuga da Siria e altri Paesi del Medio Oriente.

Un caso isolato dai contorni oscuri? Una possibile spy story? Non proprio. I profughi turchi sono in aumento e questi ultimi sono stati salvati da una motovedetta della Guardia costiera greca e portati sulla vicina isola di Chio. Ma il fenomeno è molto più esteso a giudicare anche dalle vendite di case di prestigio in corso ad Atene a cittadini con passaporto turco che fuggono o si preparano a una possibile fuga a breve in una residenza più sicura, ma non troppo lontana dalle coste sul Bosforo che si fanno al contrario sempre più ostili.

Le cifre parlano chiaro: il servizio di asilo greco informa che 1.827 turchi hanno fatto richieste d'asilo nel 2017, dieci volte in più rispetto al 2016. E per un turco chiedere asilo ai greci non è certo un passo facile, visto che i rapporti tra i due Paesi non sono certi idilliaci. Non si contano infatti gli sconfinamenti di aerei militari turchi sui cieli greci e le rivendicazioni di isolotti disabitati non lontano dall'ex Dodecaneso italiano che hanno provocato l’ira del rutilante ministro delle Difesa greca, Panos Kammenos. Per non parlare del recente speronamento di una motovedetta greca da parte di una militare turca nell'Egeo, Non a caso il premier Tsipras nel suo ultimo viaggio a Washington con incontro con Donald Trump ha firmato un accordo miliardario per ammodernare i caccia F16 greci. Il Trattato di pace risalente degli anni ‘20 tra Turchia e Grecia prevede, per volontà di Ataturk, che le isole siano sotto controllo greco in cambio dell’abbandono dei greci della città di Smirne e di tutti i territori dell'Asia minore, ma Ankara ha espresso la volontà di rivedere i confini a suo vantaggio.

Anche la recente visita di Stato ad Atene di Erdogan non è andata liscia come l’olio quando il presidente turco si è lamentato della protezione che i magistrati greci avevo riservato ai militari turchi in fuga. Il presidente greco ha dovuto ricordare che in Grecia vige lo stato di diritto e la separazione dei poteri tra esecutivo e potere giudiziario.

Maria Stavropoulou, ex direttore dell'agenzia per i rifugiati, ha confermato, l'11 febbraio, in un'intervista al quotidiano conservatore Kathimerini, che il numero di richiedenti asilo turchi che arrivano in Grecia dopo il fallito colpo di stato nel mese di luglio 2016 è in costante aumento nell'Ue. Come negli anni '80 la terra di Afrodite torna ad essere una terra d’asilo per i turchi in fuga dalla svolta autoritaria sul Bosforo.

Le relazioni tra Atene e Ankara sono state messe a dura prova per mesi anche dal rifiuto greco di estradare otto ufficiali turchi fuggiti in elicottero in Grecia all’indomani del fallito colpo di stato. Ma il premier radicale di sinistra, Alexis Tsipras, ha tenuto duro sul punto, pur cercando in contemporanea di trovare un accordo con l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia sulla vicenda dell'uso del nome Macedonia, un altro tema rovente di politica estera.

La destra estrema di Alba dorata soffia sul fuoco e vorrebbe militarizzare con fossati e filo spinato il confine terrestre con la Turchia sul fiume Evro, incurante che i tre turchi che sono morti il 13 febbraio scorso nel tentativo di attraversare il fiume, erano richiedenti asilo.

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