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Ema, senza continuità nel servizio a rischio fuga 100 ricercatori

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Riunione a Bruxelles

Ema, senza continuità nel servizio a rischio fuga 100 ricercatori

Un altro punto a favore per il trasferimento dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam. Anzi, a ben vedere, i punti incassati dall'Olanda sono due.
Andiamo con ordine. Poche ore fa la riunione in commissione Ambiente dell'europarlamento (Envi) dei cosiddetti relatori-ombra, si è chiusa con la volontà di non modificare il regolamento che prevede espressamente che, dopo Londra, la sede sia Amsterdam. A votare contro è stata solo l'Italia e dunque questo è il primo punto incassato, che sembra disinnescare il rischio dello slittamento della doppia riunione del Parlamento europeo a Strasburgo il 12 e il 14 della prossima settimana (la seconda è in plenaria).

Un rischio paventato la scorsa settimana da alcuni europarlamentari italiani del gruppo S&D (ad esempio Patrizia Toia e Mercedes Bresso), dopo che una delle due imprese olandesi che avevano inizialmente partecipato al bando per la costruzione del Vivaldi Building (la sede definitiva) si era ritirata perché i tempi erano troppo stretti e il rischio di penali elevatissime troppo alto. Nessuno sapeva del ritiro e il governo olandese ha addirittura minimizzato la cosa, riducendola ad un normale rischio di gara. Oltretutto si viene ora a sapere che verosimilmente venerdì 9 marzo la gara sarà definitivamente assegnata alla sola impresa rimasta. Fattura circa un miliardo all'anno e ha dato ampie garanzie di portare il lavori a termine in tempo.

Cosa è successo affinché il giudizio dei relatori-ombra propendesse a bocciare l'idea di modificare il regolamento sull'Ema dopo la promessa (più volte sostenuta a parole) di battere i pugni sul tavolo per affermare con forza il ruolo di co-legislatore?

Semplice: tutti temono ora che complicando il cammino del trasferimento possa essere pesantemente messa in discussione la continuità del servizio. Da questo punto ha giocato la sua parte l'indiscrezione che poche ore fa è circolata dalla attuale sede londinese: un centinaio di ricercatori sarebbe pronto a lasciare l'Ema in mancanza di certezze. Ecco dunque il secondo punto a favore di Amsterdam.

Intanto si apprende che molte famiglie resterebbero a vivere a Londra e altre arriverebbero nella vasta area metropolitana di Amsterdam, dove esistono 60 scuole internazionali già frequentate a Londra dai 500 figli tra i 2 e i 14 anni dei dipendenti dell'Ema, la cui età media è di 45 anni.

r.galullo@ilsole24ore.com
a.mincuzzi@ilsole24ore.com

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