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Cook (Apple) elogia il libero mercato a Pechino. E non esclude…

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contro i dazi di Trump

Cook (Apple) elogia il libero mercato a Pechino. E non esclude nuove iniziative in Italia

Tim Cook a Pechino
Tim Cook a Pechino

Il numero uno di Apple Tim Cook auspica “teste calme” e mercati aperti, nel mezzo delle tensioni commerciali sino-americane: «sono consapevole che sia negli Usa sia in Cina ci sono stati casi in cui qualcuno non ha avuto benefici e in cui i benefici non sono stati bilanciati», ha detto Cook al China Development Forum in corso a Pechino. «La mia convinzione è che gli affari debbano essere trattati con quei governi nei Paesi in cui si fa business, a prescindere che sia sia d'accordo oppure no. La mia convinzione è che uno più uno fa tre. La torta diventa più grande lavorando insieme», ha aggiunto il capo di Cupertino rispondendo a una domanda su cosa direbbe al presidente Usa Donald Trump.

Apple ha avuto problemi in Cina, tra app finite nelle maglie del Great Firewall e l'obbligo alle società che operano in Cina di affidare i centri dati supervisionati da aziende cinesi. A febbraio, la compagnia ha spostato l'iCloud in Cina, causando l'irritazione dei gruppi dei diritti umani sui timori dell'uso di dati privati dal parte dei funzionari cinesi.

Cook ha parlato anche dell’Italia. Apple ha una valutazione «molto positiva» della prima iOS Developer Academy aperta a Napoli, il primo centro di sviluppo per app in Europa del colosso Usa, ha detto Cook, parlando a margine del Forum in corso a Pechino e ricordando che gli studenti «completano gli impegni in un anno». Alla domanda se Apple stia pensando di lanciare altre iniziative in Italia, Cook ha risposto che potrebbe «esserci qualcosa in cui guardare».

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